Sulla propulsione nucleare navale di Fincantieri
par Pressenza - International Press Agency
giovedì 25 giugno 2026
Sui media di sabato 20 giugno 2026 è comparso un servizio sulla costruzione di navi a propulsione nucleare da parte di Fincantieri ove si promuove la capacità della multinazionale cantieristica triestina, di dotare di piccole centrali nucleari “pulite e sicure” le navi che andranno in produzione nel prossimo decennio.
Spiace constatare come i reattori per la propulsione navale nulla abbiano a che fare coi nuovi e decantati “mini” reattori modulari, essendo nella realtà di altro tipo la cui tecnologia è soggetta per larga parte a procedure militari.
Nessuno al mondo doterebbe di propulsione nucleare navi portacontainer o petroliere; nave ed equipaggio sarebbero soggetti a controlli e collaudi sotto il controllo dell’Autorità nucleare internazionale. Assolvere questo imprescindibile compito comporterebbe spese considerevoli che nessuno si sentirebbe di sostenere. Non a caso gli unici navigli a propulsione nucleare in circolazione sono militari, come in USA in Francia nel Regno Unito e in Russia, dove anche i prestigiosi rompighiaccio artici dipendono dalla marina militare.
I reattori navali sono infatti delle bombe galleggianti, in cui il combustibile viene arricchito dal 60 al 90% avvicinandosi al grado in uso per le armi nucleari. Inoltre le dimensioni del reattore devono essere compatte per occupare poco spazio pur fornendo grande potenza. Il tipo di reattore più diffuso e affidabile in questo senso non è il cosiddetto modulare ma il PWR, costituito da un impianto ad acqua in pressione che muove una turbina.
Il problema sicurezza peraltro sussiste. Trieste e Capodistria ad esempio sono porti nucleari militari di transito e devono dotarsi di piani di emergenza, in caso di incidente in presenza di portaerei incrociatori o sommergibili a propulsione nucleare. Incidenti avvenuti nel corso del tempo anche nei nostri mari.
L’accesso continuo al porto da parte di naviglio nucleare in un territorio sede del più grande terminal petrolifero del Mediterraneo – già oggetto di un terrificante attentato nel 1972 – e in prossimità della base nucleare di Aviano sarebbe ingestibile sotto il profilo della sicurezza; tanto più in questo periodo storico, di rischio bellico conclamato.
Per Tavola Pace FVG
Alessandro Capuzzo