Serie A: sponsorizzazioni Illegali e la Sfida al Decreto Dignità

par Bob Caprai
venerdì 31 ottobre 2025

Report di giocoresponsabile.info: Il legame tra sport e scommesse è sempre stato stretto, ma nel calcio italiano ha assunto un profilo inquietante. Nonostante il divieto imposto dal Decreto Dignità nel 2018, un’inchiesta rivela che importanti club di Serie A continuano a stringere partnership con casinò online privi di licenza AAMS (oggi ADM), aggirando di fatto la normativa e sollevando gravi questioni etiche e legali.

L’indagine mette in luce accordi ufficiali tra squadre di primo piano e operatori di gambling offshore. Esempi emblematici includono:

Questi accordi, che generano centinaia di migliaia di accessi da utenti italiani verso siti non regolamentati, dimostrano che, anziché recidere il legame con il gambling, il calcio ha semplicemente spostato l'attenzione verso operatori che agiscono al di fuori della legalità italiana, eludendo il fisco e i controlli sulla tutela dei consumatori.

Prima del Decreto Dignità (2018), le sponsorizzazioni da parte degli operatori di scommesse sportive rappresentavano un flusso di cassa vitale per i club, generando circa 200 milioni di euro all’anno. Con l’introduzione del divieto assoluto di pubblicità e sponsorizzazione legato al gioco d’azzardo, le squadre di Serie A e B hanno dovuto terminare i contratti in Italia, subendo perdite stimate in circa 100 milioni di euro annui.

L’obiettivo nobile del decreto – contrastare la ludopatia e proteggere i minori – ha avuto l’effetto paradossale di spingere i club, stretti tra bilanci deficitari e costi crescenti, a cercare compensazione finanziaria attraverso queste partnership con operatori offshore. La domanda che rimane aperta è: perché il calcio italiano ha bisogno di queste risorse per la sua sopravvivenza?

Nonostante le restrizioni, l'Italia si conferma un modello di riferimento per l'efficacia della regolamentazione del gioco d'azzardo (pur con le evidenti falle sulle sponsorizzazioni), detenendo il secondo mercato per scommesse sul calcio in Europa, subito dopo la Gran Bretagna.

Il mercato italiano si distingue per un’offerta molto più ampia di prodotti rispetto ad altri paesi europei (come Portogallo o Germania), raggiungendo un alto tasso di "canalizzazione onshore" (94% stimato nel 2024), ovvero la percentuale di gioco che avviene all'interno del circuito legale e tassabile. Questa ampia disponibilità spinge gli scommettitori a puntare di più, ma al contempo evidenzia come la lotta al gioco d'azzardo illegale sia ancora in stallo, specialmente quando sono gli stessi club a promuovere operatori senza licenza.

L'inchiesta rivela una profonda contraddizione: un paese con un mercato delle scommesse altamente regolamentato è contemporaneamente complice di accordi che minano le basi di quella stessa legalità.

Restano da chiarire il ruolo e le azioni dell'ADM nel contrastare queste partnership e soprattutto se il problema non sia più profondo di una semplice sponsorizzazione: forse è la stessa struttura economica del calcio italiano a essere strutturalmente dipendente da flussi di cassa ad alto rischio etico e legale.


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