Sciopero transfemminista: “Senza consenso è stupro”

par Kosmopolis - Making of
venerdì 13 marzo 2026

Cortei in tutta Italia per la difesa dei diritti e contro il DDL Bongiorno.

di Daniele Pallotta

Il 9 Marzo lo sciopero transfemminista ha portato in corteo migliaia di persone in molte città d’ Italia. Continua lo lotta contro la lesione dei diritti delle donne nella società contemporanea e contro una parte retrograda di cultura che ancora ne viola la dignità. Una lotta in primo luogo per arginare i numerosi femminicidi e per rafforzare i centri antiviolenza.

Quest’ anno uno degli appelli principali lanciati dalle manifestazioni è stato relativo alla richiesta di ritirare il DDL Bongiorno, ridenominato “DDL stupri”, che, se diventasse legge, rischierebbe di far pesare di più, rispetto alla normativa attualmente vigente, sulle vittime l’ onere della prova di una violenza subita.

A Napoli oltre mille persone sono partite da Porta Capuana, hanno attraversato via Foria per arrivare a Piazza Dante. Striscioni contro guerra e patriarcato ed interventi al microfono a tutela delle donne di altri Paesi, spesso ancor più discriminate delle donne europee. 

Forte dal corteo è stato lanciato anche un appello a votare “NO” al referendum costituzionale del 22 e 23 Marzo. Avere una magistratura autonoma ed indipendente è fondamentale per le persone che non hanno ricchezza e potere e che si possono ritrovare a dover tutelare i propri diritti nei processi: una parte di coloro che lavorano nel “mondo” del terzo settore afferma (in questo ritrovandosi in accordo con l’ Associazione Nazionale Magistrati, con la CGIL, Libera e tante altre associazioni ed organizzazioni) che questa riforma costituzionale contiene potenzialmente dei grandi rischi per tutte le persone ed in particolare per coloro che vengono considerate persone in condizioni di fragilità o debolezza.


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