Russia, in arrivo la legge per punire anche gli oppositori all’estero

par Riccardo Noury - Amnesty International
lunedì 31 agosto 2026

Alle autorità russe non basta l’armamentario di leggi repressive che, soprattutto a partire dalla guerra di aggressione del 2022 contro l’Ucraina, impedisce l’espressione di qualsiasi forma di dissenso.

Il 20 e il 22 luglio una commissione parlamentare della Duma ha approvato, in prima e seconda lettura, la proposta di legge “sulle misure restrittive temporanee alle persone che si trovano fuori dal territorio della Federazione russa e stanno evadendo l’esecuzione della pena”.

La proposta prevede l’istituzione, presso il ministero della Giustizia, di un registro delle persone nei confronti delle quali, non risiedendo più in Russia, non può essere applicata una sanzione amministrativa o penale: sanzione ai sensi di leggi vecchie e nuove del tutto contrarie ai diritti umani, come quelle sugli “agenti stranieri“, sulle “organizzazioni indesiderabili”, sul “discredito nei confronti delle forze armate” e su vari reati “contro gli interessi della Federazione russa”.

Le persone iscritte in tale registro verrebbero private della maggior parte dei diritti consolati. Verrebbe loro impedito di accedere ai servizi digitali governativi e ai servizi bancari online. Non potrebbero vendere né registrare proprietà immobiliari e rischierebbero il congelamento dei conti bancari e l’annullamento della patente.

Molte delle persone che verrebbero colpite da queste nuove norme sono state costrette a lasciare la Russia a causa del costante pericolo di trascorrere lunghi anni in carcere per nient’altro che l’espressione delle loro opinioni.

Le autorità di Mosca le hanno costrette all’esilio e ora cercano di rendere la loro vita difficile anche all’estero.


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