Roma 4 ottobre 2025: il corteo Pro Pal fa la storia
par Bruna Alasia
lunedì 6 ottobre 2025
Un corteo pacifico, oceanico come raramente accade – si parla di un milione di persone - il 4 ottobre ha fatto storia a Roma al grido di “Free free Palestine”. La gente lungo i marciapiedi o dalle finestre salutava con simpatia i dimostranti. La parola pace, la richiesta di mettere fine al genocidio, il disgusto per la crescente violenza di guerra in tutto il mondo, ha messo moltissime persone d’accordo, perché chi non ha potere si è posto inconsciamente il problema della sopravvivenza della nostra specie e della sanità mentale dei leaders.
Molti dei partecipanti erano arrivati in autobus da tutta Italia. Gli attivisti hanno denunciato un tentativo di bloccare il loro flusso da parte delle forze dell’ordine, con controlli ai caselli autostradali e perquisizioni ma, a parte un rallentamento, l’affluenza c’è stata comunque e ha dato origine a un poderoso, straordinario, fiume umano. La testa del corteo, partita alle 14.30 da Porta San Paolo, poco prima delle 17.00 era arrivata a Piazza San Giovanni, punto d’arrivo, mentre la coda era ancora al punto di partenza. Il corteo ha sfilato lungo viale della Piramide Cestia, piazza Albania, viale Aventino, piazza di Porta Capena, via di San Gregorio, via Celio Vibenna, piazza del Colosseo, via Labicana e via Merulana. Un lungo tratto del centro di Roma, composto di larghi viali e strade che la folla occupava per intero.
Queste le richieste, sotto forma di slogan, lanciate dal popolo solidale con la Palestina a chi ci governa: “Nessuna arma, nessun soldato/fuori l’Italia dalla Nato”. “Bloccare Israele non è reato”. “Il popolo sa da che parte stare, Palestina libera dal fiume al mare”. “Siamo il grido altissimo e feroce/di tutti quei bambini che più non hanno voce”. “Siamo tutti antifascisti!”. “Netanyahu pezzo di merda”. “Salvini, Tajani, Meloni: dimissioni!”. Assieme ai genitori i loro piccoli che, a volte, hanno lanciato slogan attraverso i megafoni. Altri adulti alzando una grandissima bandiera palestinese sotto la quale i bambini andavano a nascondersi, hanno dato vita a un gioco. Una ragazza con le stampelle si è fatta tutta la manifestazione, dall’inizio alla fine. Questo il popolo che ha sostenuto la coraggiosa missione della Global Sumud Flotilla, un popolo sicuramente nonviolento, tanto che apprendendo di scontri con la polizia da parte di alcuni a corteo finito, si è meravigliato sentendoli estranei imbecilli, quando non volutamente inviati a provocare per svalutare la protesta.