Ricci e giardino, informazione per salvare la biodiversità

par Mirco Francioso
martedì 14 ottobre 2025

Se vedi un riccio nel tuo giardino, nn farti prendere dal panico.

Nn serve gridare o tirargli addosso la scopa.

Serve solo una cosa: una ciotola d’acqua.

Il resto — i veleni, gli insetticidi, le trappole — lasciali a ki crede ancora di poter fare il giardiniere sterminando tutto quello ke si muove.

Il riccio nn è un nemico. È il tuo miglior alleato, solo ke tu nn lo sai (o fai finta di nn saperlo).

Si nutre di lumache, vermi, larve, insetti.

Fa quello ke dovresti fare tu: pulisce, tiene in ordine, ristabilisce l’equilibrio.

E lo fa gratis, senza inquinare, senza intossicare nessuno.

Il problema, come al solito, siamo noi.

Abbiamo tolto tutto: rifugi, spazio, passaggi, persino l’acqua.

Costruiamo muri, tagliamo prati come ossessi, spruzziamo veleni ovunque e poi ci lamentiamo xké “nn si vedono più ricci”.

Eh, grazie al cazzo.

Ogni anno ne muoiono migliaia, schiacciati sulle strade o bruciati nei roghi dei giardini “puliti”.

Tutto xké a qualcuno dà fastidio vedere due foglie ammucchiate o un buco sotto la rete.

Quel buco ke x te è disordine, x lui è vita.

E sai qual è la parte più ridicola?

Ke poi spendiamo soldi in prodotti “naturali” x liberare l’orto dalle lumache, mentre il rimedio è lì, col suo musetto e cento spine sulla schiena.

Altro ke bio: il riccio è l’unico sistema ecologico ke funziona davvero.

Se ti capita di trovarne uno, nn toccarlo.

Nn fargli foto col flash, nn dargli pane e latte (gli fa male), e soprattutto nn usare insetticidi.

Se proprio vuoi fare qlc di utile, lascialo stare.

Un po’ d’acqua, un angolo tranquillo e stop.

Vedrai ke ci pensa lui.

Un riccio nel giardino nn è un problema, è un segnale.

Vuol dire ke la natura lì dentro nn è ancora morta.

Vuol dire ke c’è equilibrio, ke qlc resiste alla nostra mania di disinfettare e sterminare tutto.

E no, nn è roba da “ambientalisti teneroni”.

È roba da gente pratica.

Ki ha un giardino vero lo sa: più natura = meno problemi.

Ki usa il veleno, prima o poi, si avvelena da solo.

Quindi smetti di fare il pulitore compulsivo del prato e comincia a ragionare.

Un po’ di disordine serve.

Serve alle api, ai ricci, alle lucertole, a tutto quel mondo invisibile ke ti tiene in vita il terreno.

Lo chiami sporco, ma è biodiversità.

E qnd qualcuno ti dice ke il riccio “porta malattie”, rispondi pure ke la vera malattia è l’ignoranza.

Nn c’è creatura più pacifica e utile nel nostro ambiente.

Se lo rispetti, lui rispetta te.

Ricapitolando:

– Nn usare veleni.

– Lascia passaggi liberi sotto le recinzioni.

– Metti acqua a disposizione.

– Lascia un angolo di foglie o rami dove rifugiarsi.

Fine.

Nn serve altro.

Semplicità e buon senso, due cose ke ormai mancano quasi quanto i ricci.

Le foto online sono carine, sì, ma nn servono a niente se poi continuiamo a fare gli stessi errori.

Se vuoi davvero “proteggere la natura”, inizia dal metro quadro davanti casa tua.

Niente grandi gesti, niente hashtag, niente moralismi.

Solo rispetto e cervello acceso.

Xké la verità è semplice:

Lascia vivere ciò ke nn ti fa male.

Proteggi ciò ke protegge te.

Il resto sono chiacchiere da social.

© Mirco@77


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