Reggio Emilia - "Musical-Mente Corpo e Anima": quando il salotto musicale torna a parlare all’anima
par Foti Rodrigo
venerdì 27 febbraio 2026
Il fascino discreto della musica da salotto, quella che tra Settecento e primo Novecento animava le case borghesi e i circoli culturali europei, è tornato a risplendere a Reggio Emilia grazie alla nuova edizione di “Musical-Mente Corpo e Anima”, progetto firmato dalla “Raffy Music Project”, appuntamento che, dopo il successo dello scorso anno, ha scelto d’ampliare il proprio respiro intrecciando musica, canto e riflessione psicologica in un dialogo sorprendentemente attuale.
Ad accogliere il pubblico del “Salotto Calderazzo A. & Family” sono state le voci della soprano Raffaela Riga, della mezzosoprano Pamela Ragazzini ed il pianoforte di Matteo Ghizzoni, affiancati dagli interventi della Dott.ssa Manuela Lodesani, specialista in Neuropsichiatria infantile, una formula, che ha trasformato la serata in un percorso d’ascolto e consapevolezza, dove ogni brano musicale trovava un’eco nei temi psicologici affrontati. L’apertura è stata affidata alla dolcezza del “Wiegenlied”, op. 49, n. 4, di Johannes Brahms, introdotto e interpretato da Raffaela Riga.
A seguire, il primo intervento della Dott.ssa Lodesani ha esplorato il rapporto tra musica e infanzia, e il ruolo del suono come sollievo nei momenti di fragilità. Il programma ha poi virato verso il teatro mozartiano con “Vedrai, carino” dal Don Giovanni, eseguito da Pamela Ragazzini, prima di approdare al lirismo pucciniano con “Sì, mi chiamano Mimì” e “D’onde lieta uscì”, affidati nuovamente alla voce di Riga. Il secondo contributo della Lodesani, dedicato a musica e dislessia, ha offerto una riflessione preziosa sul potere inclusivo dell’ascolto. Ragazzini ha quindi riportato il pubblico nel mondo di Mozart con “Smanie implacabili” da Così fan tutte e “Non so più cosa faccio” dalle Nozze di Figaro, prima che la psicologa introducesse il tema dei neuroni specchio, ponte naturale tra percezione musicale ed empatia. Raffaela Riga ha poi interpretato “Porgi Amor”, mentre il finale ha visto Pamela Ragazzini cimentarsi con “Una voce poco fa” dal Barbiere di Siviglia e, in duetto con Riga, la celebre “Barcarolle” da Les Contes d’Hoffmann. L’ultimo intervento della Dott.ssa Lodesani, dedicato a musica e medicina palliativa, ha chiuso il cerchio con una riflessione intensa sul valore terapeutico dell’arte.
La serata ha evocato quella tradizione estetica, sviluppatasi tra XVIII e XX secolo, che vedeva nella musica un organismo vivente, capace di crescere da un “embrione sonoro” fino a strutture complesse, visione condivisa da pensatori come E.T.A. Hoffmann, Carl Czerny, Schenker, Schoenberg e Kurth, per i quali il brano musicale non era un oggetto inerte; ma un processo dinamico, specchio dei moti interiori dell’essere umano. In questa prospettiva, la musica da salotto non è semplice intrattenimento: diventa un luogo d’integrazione, dove chi ascolta, chi compone e chi esegue partecipano a un medesimo universo emotivo.
È proprio questa consonanza profonda che “Musical-Mente Corpo e Anima” ha saputo riportare alla luce, mostrando come la musica classica possa ancora oggi offrire una visione più pacata, coerente e luminosa della realtà. L’iniziativa della “Raffy Music Project” ha avuto il merito di restituire alla musica la sua dimensione più autentica: non un lusso per pochi; ma un’esperienza parlante al corpo, alla mente e all’anima, un ponte tra arte e scienza, tra estetica e cura, che ha permesso agli spettatori di riscoprire la musica come strumento di benessere, introspezione e armonia.
Foti Rodrigo