REGINE - Trame di cultura e Diplomazia tra Napoli e l’Europa
par Casomai
venerdì 30 gennaio 2026
Una mostra, nata dalla cooperazione di più elementi come musei e collezionisti privati, ma anche di funzionari della reggia col recupero dai depositi di opere conservate.
Le opere esposte superano le 200 e tutte narrano ricostruiscono il vissuto di regine che contribuirono alla diffusione della cultura europea. I locali adibiti a mostra sono nella Gran Galleria del palazzo reale della reggia di Caserta con 'accessibilità anche dalla cappella Palatina . Una mostra da ricordare che sarà visitabile fino al 20 Aprile 2026, e che ridà dignità e prestigio alle donne, che vissero all'ombra dei sovrani spesso secondo un destino non scelto, ma che con le personali doti d'intelligenza, cultura, e diplomazia diventarono determinanti nella tessitura di trame di alleanze e continuità dinastiche. Una presenza ignorata, ma decisiva per tanti aspetti storici e di conservazione della tradizione. Il museo della reggia di Caserta nell'organizzare l'evento si è avvalso della collaborazione di Opera Laboratori, con il Patrocinio del Network of European Royal Residences, con la curatela di Tiziana Maffei e Valeria di Fratta. Con questa esposizione viene ben rappresentato il pensiero, l'educazione, il gusto e l'influenza delle sovrane tra prima metà del Settecento e prima metà del Novecento.I pittori che raffigurarono queste donne furono il Mengs, Wicar, Le Brun, Stieler, Spolverini ,Bonito, Cammarano, Molinaretto, Liani ed altri. Le opere prestate ed esposte sono le più varie e di gran pregio dal ritratto di Maria Amalia di Sassonia di Guseppe Bonito,di Elisabetta Farnese, di Carolina d'Austria, Caroline Murat a servizi da tè in porcellana e una tazza per puerpera, un fucile di Elisabetta Farnese, una chitarra dono di Margherita di Savoia, un lavabo con specchiera, interno di un salotto per la Regina Maria Cristina, un ventaglio, disegni, un tripode leonino, abiti femminili da cerimonia e nuziali e servizio di piatti eseguito per il matrimonio di Francesco II e Maria Sofia di Baviera .Tra i prestiti compare anche un'opera musicale Le Nozze di Peleo e Tetide di Giovanni Paisiello grazie al Conservatorio di Napoli.Ma tra tanti oggetti di pregio ha onorato l'inaugurazione un vero Principe, Carlo di Borbone, duca di Castro che ha contribuito alla concessione e al prestito di oggetti appartenenti alla sua ed ad altre famiglie aristocratiche per condividerli col pubblico e con la comunità scientifica , ricordando che il suo bisnonno, principe Alfonso di Borbone, duca di Caserta ebbe i natali nella Reggia stessa.Il percorso espositivo segue le vicende pubbliche e private di quattro dinastie-Farnese,
Borbone, Murat e Savoia e si sviluppa attraverso sette sezioni : l “Educare aI trono:l'arte di diventare sovrane con ritratti e dipinti che rivelano il lungo apprendistato a cui erano sottoposte le bambine prima di diventare sovrane nella consapevolezza del proprio ruolo, caratterizzato da grazia e fermezza.
II Legami di corte che plasmano alleanze” I matrimoni reali tra famiglie regnanti oltre alle finalità politico-dinastiche costituivano un rito che si arricchiva di fasto secondo un cerimoniale che univa e che contemplava l'uso di simboli oggetti preziosi e raffinati e di rappresentazioni teatrali
III Madri regine .Custodi di eredi e dinastie ”Le sovrane garantivano la continuità ed erano figure chiave nella costruzione dell'identità politica della famiglia reale e la fiera esibizione degli eredi
IV ”Regine in Scena.Ruolo e immagine pubblica Le sovrane compaiono oltre che nei ritratti ufficiali anche nei cerimoniali,nelle feste di corte, indossando abiti preziosi con portamento regale e oggetti simbolici, immagine di virtù autorevolezza, prestigio e continuità della dinastia.
V ”Gesti del potere.Cerimoniali ed etichette”Ogni gesto conferiva sacralità ai sovrani a conferma di ruoli e gerarchie, secondo un linguaggio politico, così avveniva nell'ordinare le distanze nei cortei, nei posti banchetti reali, nella distinzione tra dignitari e componenti della famiglia reale.
VI Tempo di sé. Studio interessi e passioni” Come donne colte,libere dagli obblighi di corte coltivavano studi, curiosità, inclinazioni personali al fine di ricercare spazi interiori di crescita e creatività per poi diventare talvolta passioni intellettuali artistiche e spirituali.
VII Stanze regali. L'affermazione del gusto.Non erano estranee alla scelta degli arredi e oggetti che rispecchiavano la moda del tempo negli ambienti privati e in quelli di rappresentanza che rispettivamente rivelavano intime inclinazioni e gusti personali in un linguaggio pubblico.
Un'installazione multimediale ci ricorda l'arma della diffamazione di alcune regine ritenute scandalose e non degne di ricoprire quel ruolo e con l'intento di minarne l'autorevolezza. La mostra supera la Gran Galleria e raggiunge gli appartamenti reali entrando nelle sale private di Maria Cristina di Savoia, nel Boudoir di Maria Carolina e nella Biblioteca Palatina .