Ponte sullo Stretto: la ricerca della “Silicon Valley dello Stretto” raccoglie le critiche di accademici italiani

par Aldo Ficara
giovedì 11 settembre 2025

Una ricerca coordinata dal prof. Aldo Domenico Ficara e condotta dalla Silicon Valley dello Stretto ha raccolto le valutazioni di autorevoli accademici e istituzioni scientifiche sul progetto del ponte sullo Stretto di Messina. Il quadro che emerge è di forti criticità ingegneristiche, geotecniche, strutturali ed economiche, tali da mettere in discussione la fattibilità e la sostenibilità dell’opera.

1. Criticità aerodinamiche e stabilità al vento

La campata centrale prevista di 3,3 km sarebbe la più lunga al mondo, introducendo problemi mai affrontati prima.

Dr. Ahsan Kareem (Università di Notre Dame, massimo esperto di dinamica del vento): «Le simulazioni su modelli in scala non catturano completamente i fenomeni di vortice e flutter. La turbolenza reale nello Stretto introduce incertezze inaccettabili» (Journal of Wind Engineering, 2021). Prof. Giovanni Solari (Università di Genova, pioniere dell’aerodinamica delle strutture): «Servirebbero smorzatori attivi mai testati su questa scala. Il rischio di vibrazioni torsionali non lineari resta elevato» (IAWE Conference, 2022). ASCE (American Society of Civil Engineers): «Nessun ponte supera i 2 km in zone ventose. Le gallerie del vento non replicano l’interazione reale tra raffiche e oscillazioni» (ASCE Report on Long-Span Bridges, 2023). Prof. Antonino Risitano (Università di Catania): ha rimarcato che la particolare conformazione ventosa dello Stretto introduce variabili non gestibili con i modelli tradizionali di analisi aerodinamica. Inoltre ha espresso dubbi sulle prove a fatica dei cavi 2. Rischi sismici e geotecnici

Lo Stretto è una delle aree a più alta pericolosità sismica del Mediterraneo.

Prof. Jonathan Bray (UC Berkeley): «Le fondazioni potrebbero subire spostamenti differenziali non compensabili dagli isolatori attuali» (Earthquake Spectra, 2023). INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia): ha ricordato che il sisma del 1908 (M7.1) produsse accelerazioni oltre 0,6g, valore che sottoporrebbe le torri a carichi laterali senza precedenti (Studio di pericolosità sismica, 2022). Dr. George C. Lee (Università di Buffalo, ex-presidente ASCE): «Progettare per M8.0 è teorico. Nessun codice sismico copre scenari con terremoto + tsunami + corrosione marina combinati» (MIT Lecture, 2022). Prof. Federico Mazzolani (Università di Napoli, esperto di strutture metalliche e ingegneria sismica): ha osservato che la combinazione tra faglie attive, liquefazione dei terreni e forze orizzontali estreme rappresenta una sfida non contemplata dalle normative attuali. 3. Problemi strutturali e materiali

Le condizioni di esercizio e l’ambiente marino pongono sfide enormi.

Japan Bridge Engineering Center: ha stimato che i cavi principali dovrebbero resistere a 1,8 milioni di tonnellate di tensione e a 200 anni di vita utile in ambiente salino, obiettivo non raggiungibile senza manutenzione straordinaria (Technical Report on Cable Corrosion, 2023). Prof. Michel Virlogeux (progettista del Viadotto di Millau): ha dichiarato che la manutenzione sarebbe più complessa della costruzione stessa, richiedendo ispezioni quotidiane con droni e sensori avanzati (Le Monde, 2023). Prof. Mario De Miranda (massimo esperto italiano di ponti e strutture): ha sottolineato che corrosione salina e carichi di fatica renderebbero inevitabili costosi interventi di manutenzione straordinaria. 4. Costi e gestione del rischio

Oltre alle criticità ingegneristiche, emergono forti dubbi economici.

Corte dei Conti europea: «L’analisi costi-benefici ignora gli sforamenti tipici dei megaprogetti (+80%). Il costo reale supererà i 20 miliardi di euro» (Audit TEN-T, 2023). Prof. Bent Flyvbjerg (Università di Oxford, massimo esperto di megaprogetti): «Il 90% dei ponti sospesi ha sforato tempi e budget. In Italia, con i rischi geologici aggiuntivi, la probabilità di fallimento supera il 60%» (Oxford Global Projects Database, 2023). Conclusioni

Dalla ricerca della Silicon Valley dello Stretto, coordinata dal prof. Aldo Domenico Ficara, emerge un coro di critiche provenienti dai maggiori esperti internazionali e da autorevoli studiosi italiani come Antonino Risitano, Federico Mazzolani e Mario De Miranda.

Il ponte sullo Stretto si conferma così non solo una sfida ingegneristica, ma anche un enorme problema di sicurezza, manutenzione e sostenibilità economica. Prima di avviare un’opera di tale portata, la comunità scientifica chiede che queste criticità vengano affrontate con trasparenza.


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