Perché occorre un cessate il fuoco duraturo in tutto il Medio Oriente

par Riccardo Noury - Amnesty International
lunedì 18 maggio 2026

Dal 28 febbraio l’intera regione mediorientale è precipitata nel caos a seguito di una concatenazione di azioni militari illegali che hanno coinvolto 12 stati e, soprattutto, le rispettive popolazioni civili.

Stati Uniti e Israele hanno attaccato illegalmente l’Iran, questi ha agito in ritorsione in modo altrettanto illegale colpendo gli stati del Golfo e Israele, quest’ultimo ha attaccato il Libano e ha subito attacchi dal Libano da parte di Hezbollah.

Oltre 5000 persone sono state uccise e milioni di civili hanno visto le proprie vite stravolte dall’escalation di conflitti interconnessi e le infrastrutture civili hanno subito distruzioni o gravi danni.

Gli attuali accordi di cessate il fuoco sono fragili e rischiano di crollare da un momento all’altro. Stati Uniti e Iran continuano a scambiarsi minacce, a compiere attacchi e a sequestrare navi nello Stretto di Hormuz. In Libano, come già avvenuto dopo quello del 2024, l’ultimo cessate il fuoco ha ridotto ma non fermato le ostilità e l’esercito israeliano è rimasto sul territorio libanese, ordinando alle persone residenti in decine di villaggi delle aree di confine di non tornare nelle proprie case.

Nel frattempo, la popolazione civile iraniana va incontro a un doppio rischio: quello di nuovi crimini legati alla ripresa di attacchi illegali da parte di Stati Uniti e Israele e quello di un’ulteriore repressione mortale da parte delle autorità iraniane.

Per queste ragioni, oggi Amnesty International ha lanciato un appello ai leader degli stati interessati così come alla comunità internazionale nel suo complesso affinché si raggiunga un cessate il fuoco reale e duraturo. I cosiddetti accordi di cessate il fuoco raggiunti nella Striscia di Gaza nel 2025 e in Libano nel 2024 hanno chiaramente fallito nel fermare gli attacchi israeliani contro la popolazione civile: da allora sono stati uccisi fino a 765 palestinesi mentre nel Libano meridionale continuano quasi quotidianamente raid aerei e distruzioni estese di proprietà civili.

Un cessate il fuoco sostenibile e duraturo, secondo l’organizzazione per i diritti umani, è l’unica strada percorribile per proteggere le popolazioni civili e aprire un percorso basato sulla sicurezza e di lungo periodo, di tutela dei diritti umani e di giustizia per tutte e tutti nella regione, in particolare per le persone che vivono in Iran, Libano, Israele, Territorio palestinese occupato e negli stati del Golfo.

Questa misura dev’essere accompagnata da soluzioni di lungo periodo in grado di tutelare i diritti umani e affrontare le cause profonde delle crisi. Questo è particolarmente vero in Iran, dove la popolazione continua a essere a rischio di ulteriori atrocità da parte delle autorità della Repubblica islamica, e in Libano, dove i civili hanno davanti a sè la prospettiva di un nuovo conflitto, dello sfollamento prolungato e della distruzione delle proprie case.

Poiché l’inazione globale indebolisce i meccanismi su cui la comunità internazionale fa affidamento per prevenire e rispondere alle atrocità di massa, è necessario anche agire con urgenza per rafforzare la giustizia internazionale e chiamare gli stati e i singoli individui a rispondere dei crimini ordinati e commessi.

 

 


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