Per un Fronte della Sinistra Unita - oltre il campo largo, contro la destra fascio-liberale
par Nicola Trerotola
venerdì 24 ottobre 2025
Il dibattito politico italiano è oggi bloccato tra due poli senza prospettiva: da un lato la destra fascio-liberale, dall’altro un centrosinistra sempre più moderato e subalterno al pensiero dominante. In questo contesto, cresce l’urgenza di una sinistra unita, capace di ricomporre le fratture sociali e politiche, di rappresentare chi non ha voce e di proporre un’alternativa chiara e radicale sia al “campo largo” sia ai governi neoliberali.
Negli ultimi anni il dibattito politico italiano sembra oscillare tra due poli logori: da un lato la destra fascio-liberale, che unisce il peggior autoritarismo securitario al neoliberismo più spregiudicato; dall’altro un “campo largo” che, dietro la retorica del pragmatismo, continua a riprodurre le contraddizioni di un centrosinistra sempre più “democristiano”, populista e subalterno al pensiero dominante.
Il Partito Democratico, oscillante tra ambizioni riformiste e compromessi centristi, e il Movimento 5 Stelle, indeciso tra pulsioni populiste e residui progressisti, non rappresentano oggi un’alternativa reale al governo della destra. Entrambi accettano il quadro economico e geopolitico imposto dall’Unione Europea, la subordinazione atlantista, le politiche di precarizzazione e privatizzazione che hanno svuotato la democrazia sociale nel nostro Paese.
In questo scenario, cresce l’urgenza di un nuovo fronte: una Sinistra Unita, capace di superare tanto la marginalità dei gruppi extraparlamentari quanto l’isolamento dei partiti progressisti presenti nelle istituzioni. Un fronte che metta in relazione le esperienze di movimenti socialisti, comunisti e anticapitalisti con quelle forze che, come Possibile o Alleanza Verdi-Sinistra, provano ancora a difendere un’idea di politica ecologista, egualitaria e solidale.
Non si tratterebbe di un’alleanza elettorale occasionale, ma di un processo costituente dal basso, fondato su un programma chiaro e radicale:
- Lavoro e reddito: salario minimo, riduzione dell’orario di lavoro, nazionalizzazione dei settori strategici.
- Diritti sociali e ambientali: sanità e scuola pubblica, transizione ecologica giusta, stop al consumo di suolo e alle grandi opere inutili.
- Democrazia e pace: rifiuto del riarmo e dell’interventismo NATO, solidarietà internazionale, difesa dei diritti civili.
Il rischio più grande, oggi, è la rassegnazione. Molti, anche a sinistra, si sono convinti che non esista alternativa al duopolio PD-destra. Ma la crisi climatica, la diseguaglianza crescente, la guerra permanente e lo spopolamento delle aree interne impongono una risposta che non può limitarsi alla gestione del presente: serve un progetto di trasformazione sociale.
Una nuova sinistra unita non è un’utopia nostalgica: è una necessità storica. L’Italia ha bisogno di una forza che rompa con l’inerzia neoliberale, che ridia parola ai movimenti, ai lavoratori, agli studenti, a chi non ha più rappresentanza. Un fronte popolare e socialista, che ricomponga la frattura tra politica e società e rimetta al centro ciò che la destra e il centrosinistra hanno dimenticato: la giustizia sociale e la dignità del lavoro.