Per Banca Intesa il mezzogiorno crescera nel 2026 grazie a Pnrr e zes unica

par Vincenzo Caccioppoli
venerdì 6 febbraio 2026

Il Mezzogiorno entra nel 2026 con basi più solide e prospettive di crescita strutturale. Le analisi SRM, centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo, mostrano come la crescita degli ultimi anni non sia un episodio isolato, ma l’esito di politiche mirate, maggiore fiducia e strumenti efficaci come PNRR e ZES Unica.

 Tra il 2019 e il 2024 il Mezzogiorno ha registrato una crescita del PIL più elevata rispetto al resto del Paese, dimostrando una maggiore capacità di recupero dopo la crisi pandemica e un rafforzamento del tessuto economico.

Un effetto positivo sull’intero sistema Paese

Il Sud non cresce in modo isolato: i forti legami produttivi, logistici e settoriali con il Centro-Nord trasformano gli investimenti nel Mezzogiorno in un fattore di competitività per tutta l’Italia.
ZES Unica si conferma una importante leva strutturale di sviluppo: La combinazione di semplificazione amministrativa, certezza delle regole e incentivi automatici ha migliorato il clima per le imprese. Nel 2026 la ZES Unica è destinata a incidere non solo sul breve periodo, ma anche sulle decisioni di investimento di medio termine.

Nel 2026 l’attuazione del PNRR continuerà a sostenere investimenti in infrastrutture, innovazione e filiere produttive, rafforzando la capacità del Mezzogiorno di attrarre capitali pubblici e privati.

Le prospettive indicano un Mezzogiorno sempre più interconnesso con il resto del Paese, in grado di generare ricadute positive lungo le catene del valore nazionali.

Accanto ai comparti tradizionali, il percorso verso il 2026 vede il consolidamento di nuovi motori di sviluppo:

Nel complesso, il quadro delineato da SRM suggerisce che il 2026 possa rappresentare un anno di consolidamento, in cui crescita, investimenti e semplificazione contribuiscono a rendere il Mezzogiorno una componente sempre più centrale e strutturale dello sviluppo italiano.


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