Pensioni 2027. Aperto il grande cantiere della Manovra: intanto età pensionabile continua a salire!

par Gregorio Scribano
mercoledì 7 ottobre 2026

La Manovra Finanziaria del 2027 entra nel vivo e, puntualmente, le pensioni tornano al centro dell'agone politico. Tra proposte di uscita anticipata, richieste di bloccare l’aumento dell’età pensionabile e promesse sulle minime, è facile confondere ciò che è già deciso con ciò che è solo un’ipotesi.

Ma una cosa, oggi, è già scritta nelle norme: dal 1° gennaio 2027 andare in pensione diventa più difficile. È questo il paradosso dal quale occorre partire. Mentre la politica discute di nuove possibilità di uscita, il calendario previdenziale continua a spostare in avanti il traguardo.

Ma procediamo con ordine.

L’unica certezza: i requisiti salgono dal 1° gennaio 2027.

Il punto fermo: dal 2027 torna l’adeguamento alla speranza di vita. La vecchiaia passa a 67 anni e 1 mese, l’anticipata ordinaria a 42 anni e 11 mesi (uomini) e 41 anni e 11 mesi (donne). È una regola già scritta, indipendente dalle trattative.

Pensioni e Manovra 2027: cosa è certo e cosa è una proposta
Misura Stato a oggi
Aumento requisiti (+1 mese) Certo: già legge, dal 2027
Quota 41 Proposta (Lega): nessun testo normativo approvato
Uscita a 64 anni (contributivo) Ipotesi allo studio (Lega)
Stop all’adeguamento Richiesta politica (Lega)
Minime a 700-800 € Proposta (Forza Italia)

Quota 41: nessun testo approvato.

Sul tavolo resta Quota 41, la pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall’età, obiettivo storico della Lega. Allo stato, però, non risulta ancora un testo normativo approvato né una copertura finanziaria definita. Si discute anche di una versione “flessibile”, ma senza un provvedimento ufficiale.

Uscita a 64 anni: lo schema illustrato da Durigon.

Il 17 settembre il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha delineato pubblicamente uno schema più preciso per l’uscita a 64 anni: pensione calcolata interamente con il metodo contributivo, con l’ipotesi di estendere questa possibilità anche a chi ha contributi versati prima del 1996 (oggi la via a 64 anni è riservata ai contributivi puri). È prevista inoltre una riduzione della soglia minima di importo oggi richiesta - pari a tre volte l’assegno sociale (circa 1.638,72 euro) - fino alla possibile eliminazione per chi si trova senza lavoro.

Secondo le stime riferite da Durigon, la misura sarebbe sperimentale per tre anni, con un costo di circa 1,6 miliardi l’anno e circa 80.000 uscite nel primo anno. Restano cifre e ipotesi di lavoro: non una misura approvata.

Stop all’adeguamento: l’obiettivo di “sterilizzare” il mese in più.

Parte della maggioranza - in particolare la Lega, con Matteo Salvini e lo stesso Durigon - punta a bloccare l’aumento dei requisiti, a partire dal mese aggiuntivo del 2027. È una richiesta politica: finché non entra in un provvedimento approvato, l’aumento resta in vigore. Per chi matura i requisiti nel 2027 vale, ad oggi, la regola dei 67 anni e 1 mese.

Pensioni minime: la proposta di Forza Italia.

L’aumento delle pensioni minime verso i 700-800 euro è una proposta avanzata in particolare da Forza Italia, con il vicepremier Antonio Tajani. Non è, allo stato, un obiettivo già quantificato del Governo: manca una proposta definita con platea, tempi e costi.

Questa è la fotografia del momento.

E il messaggio più importante, soprattutto per chi è prossimo alla pensione, è semplice: non confondere ciò che la politica promette con ciò che la legge ha già stabilito. Perché sulle pensioni, tra una promessa e una legge, può esserci di mezzo un altro anno di lavoro.

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