Parigi - Le fatine della "Homi Too" conquistano la Ville lumiere
par Foti Rodrigo
mercoledì 9 settembre 2026
A Parigi, nel quartiere, dove l’arte sembra ancora camminare per strada, e il vento porta con sé il profumo dei caffè letterari, tre giovani stiliste italiane hanno vissuto un momento somigliante ad una fiaba.
Erika Giordano, Viola Lo Duca e Jennifer Piazza sono arrivate alla Sorbona con la timidezza delle prime volte e la forza di chi crede profondamente nel proprio sogno. Non immaginavano che, di lì a poco, la loro storia avrebbe trovato un nuovo capitolo: il “Grand Prix Paris Saint Germain Des Prés 2026”, consegnato dall’Accademia Euromediterranea delle Arti. Il loro brand, “Homi Too”, nasce da un’idea semplice e rivoluzionaria: l’arte non deve restare appesa a un muro, deve camminare, deve respirare, deve farsi vedere e toccare. Oscar Wilde lo aveva intuito più di un secolo fa, quando scriveva che “o si è un’opera d’arte o la si indossa”. Le tre stiliste hanno preso quella frase e l’hanno trasformata in un manifesto: una moda senza genere, libera, capace di raccontare emozioni attraverso stampe figurative, che diventano identità, gesto, dichiarazione.
Alla Sorbona, mentre il pubblico osservava incuriosito i loro capi dai colori vivi, è arrivato il momento della premiazione. A consegnare il riconoscimento, è stato Alviero Martini, che le ha accolte con un entusiasmo sincero, quasi paterno. Viola Lo Duca, con la voce che tremava appena, ha raccontato poi che il pubblico era rimasto “stupito e meravigliato da qualcosa che non aveva mai visto” ed in quel clima di sorpresa, le tre stiliste hanno distribuito shopper, mostrato le loro creazioni e perfino ricevuto un ordine d’acquisto dallo stesso Martini; ma il momento più magico è stato un altro: una modella, un abito da sposa bianco, un pennello. Viola Lo Duca, davanti a tutti, ha iniziato a dipingere motivi floreali blu sul tessuto candido. Ogni gesto era una carezza, ogni tratto un’emozione. Il pubblico osservava in silenzio, come se stesse assistendo alla nascita di qualcosa di irripetibile.
In quell’istante, la moda diventava performance, pittura, racconto. Il premio non è solo una targa o una fotografia da conservare: è una promessa. “Speriamo di ricevere altre premiazioni e di conoscere nuove culture”: ha detto Viola, immaginando una strada piena di “quadri camminanti”, persone che indossano arte, come si indossa un pezzo di sé. Erika Giordano sogna un capo decostruito, capace di adattarsi alle esigenze di chi lo indossa. Jennifer Piazza guarda ai viaggi, alle città, che lasciano tracce: “La nostra collezione nasce dai luoghi, che visitiamo, dalle atmosfere urban, dai graffiti, dalle storie che incontriamo”. Le chiamano “le fatine della Homi Too”, perché hanno la capacità di trasformare la stoffa in racconto, la moda in libertà e, mentre lasciano Parigi con il loro premio tra le mani, portano con sé una certezza: la loro arte non è solo moda, è un invito a superare i pregiudizi, a immaginare una società, dove ciascuno può esprimere se stesso senza paura. In fondo, le fiabe non sono altro che storie di trasformazione e quella di Erika, Viola e Jennifer è appena cominciata.
Foti Rodrigo