Non solo sondaggi: il boom del 2 x 1000 indica che Fdi e Giorgia Meloni hanno un consenso ancora molto alto
par Vincenzo Caccioppoli
mercoledì 22 luglio 2026
Il consenso verso Giorgia Meloni non si misura soltanto nelle intenzioni di voto. Esiste una forma di sostegno meno appariscente, ma forse persino più significativa: quella di chi decide volontariamente di destinare una parte della propria Irpef a Fratelli d’Italia, si iscrive al partito oppure contribuisce personalmente al finanziamento della sua attività politica.
I dati del 2×1000 restituiscono un segnale difficile da ignorare. Nelle dichiarazioni presentate nel 2025, relative ai redditi del 2024, Fratelli d’Italia è stato scelto da 435.855 contribuenti, pari al 19,66% delle preferenze espresse, ottenendo oltre 6,61 milioni di euro. Il partito di Meloni si conferma così la seconda forza politica italiana per numero di scelte e risorse raccolte attraverso questo strumento.
Il 2×1000 non coincide naturalmente con un voto e non può essere sovrapposto automaticamente a un sondaggio. Rappresenta però una scelta volontaria, consapevole e nominativa compiuta nella dichiarazione dei redditi. Centinaia di migliaia di cittadini hanno deciso di destinare proprio a Fratelli d’Italia una quota delle imposte che avrebbero comunque versato allo Stato. È quindi legittimo leggerlo come un indicatore di fiducia politica e di identificazione con il progetto guidato dalla presidente del Consiglio.
Il dato appare ancora più significativo perché arriva dopo quasi quattro anni di responsabilità di governo. Le opposizioni avevano previsto una rapida conclusione della cosiddetta luna di miele tra Meloni e gli elettori. È accaduto invece il contrario: il partito non soltanto conserva una forte capacità attrattiva, ma continua a raccogliere sostegno economico diffuso.
È la dimostrazione che, per una parte consistente dell’elettorato, Giorgia Meloni non è percepita semplicemente come la leader di una coalizione o come un fenomeno elettorale passeggero. Continua a rappresentare una figura nella quale riconoscere coerenza, affidabilità e fedeltà agli impegni assunti. Anche quando le decisioni del Governo sono difficili o impopolari, la premier mantiene un rapporto diretto con la propria base, fondato sull’idea di non rinnegare la storia politica dalla quale proviene.
Ma il bilancio di Fratelli d’Italia racconta anche un’altra particolarità: il partito viene finanziato in larga misura dall’interno della propria comunità politica. Oltre ai 6,6 milioni del 2×1000, nel 2025 sono arrivati circa 2,46 milioni di euro da persone fisiche, soprattutto attraverso le contribuzioni degli eletti, mentre le donazioni delle società si sono fermate ad appena 11 mila euro. Le quote associative hanno prodotto inoltre oltre 1,66 milioni di euro
Il modello appare quindi molto diverso da quello di una forza politica dipendente da pochi grandi finanziatori esterni. Le risorse arrivano prevalentemente dal basso, dagli iscritti, dai contribuenti e da chi ha ottenuto un incarico istituzionale grazie al partito e restituisce una parte della propria indennità per sostenerne l’organizzazione.
Il tesoriere Roberto Carlo Mele ha sottolineato che i contributi volontari dei parlamentari nazionali ed europei concorrono direttamente all’equilibrio economico di Fratelli d’Italia. Anche Giorgia Meloni figura tra gli esponenti che hanno partecipato personalmente al finanziamento del partito. Il rendiconto 2025 si è chiuso con un avanzo superiore a 1,17 milioni di euro e disponibilità liquide vicine ai 10 milioni.
Non è soltanto una questione contabile. È il riflesso di una cultura politica fondata sulla militanza, sull’appartenenza e sulla responsabilità personale. Il codice etico di Fratelli d’Italia stabilisce che chi si candida nelle liste del partito debba contribuire economicamente alle esigenze della struttura centrale. Lo stesso documento richiama esplicitamente valori come identità nazionale, bene comune, trasparenza, lealtà, onestà, coerenza e rispetto, escludendo che l’appartenenza possa essere utilizzata per ottenere privilegi o vantaggi personali.
Naturalmente nessun codice scritto può garantire automaticamente la qualità morale di ogni singolo dirigente. Ma quelle regole aiutano a comprendere il tipo di comunità che Fratelli d’Italia intende costruire: non un semplice comitato elettorale riunito attorno a una leadership vincente, ma un partito nel quale l’adesione comporta obblighi politici, comportamentali e persino economici.
È questa la militanza che ha accompagnato Fratelli d’Italia dagli anni trascorsi all’opposizione fino a Palazzo Chigi. Una rete di amministratori, circoli territoriali, giovani, volontari ed eletti che non si è formata dopo la vittoria del 2022, ma ha attraversato anche le stagioni nelle quali il partito disponeva di percentuali molto più ridotte e di minori possibilità di successo.
Il finanziamento interno assume quindi anche un valore identitario. Chi rappresenta FdI nelle istituzioni non considera il partito soltanto come il mezzo attraverso il quale ottenere un incarico, ma viene chiamato a contribuire alla sua sopravvivenza, alla formazione dei militanti e al radicamento territoriale. Nel 2025 il partito ha destinato 418 mila euro a Gioventù Nazionale, confermando l’attenzione verso la costruzione di una nuova classe dirigente.
Il boom del 2×1000 e la solidità del bilancio mostrano dunque due fenomeni collegati. Da una parte, Meloni continua ad attirare la fiducia di una parte rilevante degli italiani; dall’altra, Fratelli d’Italia conserva una comunità militante che sostiene concretamente il partito e non soltanto nei giorni delle elezioni.
Il consenso può essere volatile e i sondaggi possono cambiare rapidamente. Una struttura politica finanziata dai propri iscritti, dagli eletti e da centinaia di migliaia di contribuenti possiede però radici più profonde. Ed è forse questo il dato che preoccupa maggiormente gli avversari: Fratelli d’Italia non appare più soltanto come il partito personale di Giorgia Meloni, ma come una comunità organizzata che continua a riconoscersi nella sua leadership e nei principi politici e morali rivendicati fin dalla fondazione.