Non si fermano le proteste per il gruppo Facebook "Mia moglie". Nel mirino anche Rocco Siffredi

par Mario Barbato
mercoledì 27 agosto 2025

Non si placano le polemiche che hanno riguardato il gruppo Facebook “Mia moglie”. Una pagina dove venivano diffuse foto intime di donne riprese senza il loro consenso. Un mercimonio sul quale è intervenuto anche Rocco Siffredi, che ha alimentato la discussione per certe sue dichiarazioni che sono sembrate dichiarazioni sessiste.

Intervistato da una giornalista, Siffredi ha infatti toccato diversi punti del sottobosco sessuale online, come per esempio la piattaforma Only Fans che secondo l’attore è un bordello virtuale dove le donne si prostituiscono senza essere costrette da nessuno. Sarò bigotto -ha detto Siffredi – ma nella vita devi scegliere che strada intraprendere. Se il lavoro ha un codice, va rispettato. Una volta la mentalità era che le mogli erano da tenere solo per noi, adesso vengono spiattellate. Segno questo che i rapporti sono cambiati". E in merito alla diffusione di materiale intimo sul gruppo, ha poi aggiunto tra le polemiche: "Lo considero un gioco sopra le righe, ma pur sempre un gioco virtuale. Una goliardata maschilista. Non ci vedo nessuna cattiveria terrificante. E poi non credo che tutte le donne non lo sapessero. Il mondo è pieno di scambisti". 

Rocco Siffredi ha voluto in questo modo giustificare la pagina di Mia moglie dove gli stessi mariti fotografavano le consorti in atteggiamenti intimi per poi postare tutto sul web, unendosi a quanti hanno sostenuto che molte di quelle donne fossero in realtà consenzienti, che la rete non è altro che una vetrina per mettersi in mostra. Una convinzione vera a metà, dato che pubblicare immagini di donne senza il loro permesso è considerata un’azione illegale, oltre che un atto immorale. Anche perché è da questa abitudine che è nata la nuova frontiera della violenza sulle donne: il revenge porn. Ossia, la tendenza a postare immagini erotiche di mogli, fidanzate o conviventi con lo scopo di vendicarsi di torti subiti, come la fine di una relazione.

La scrittrice Carolina Capria, colei che ha denunciato la pagine Mia moglie, ha detto che basta dare un’occhiata al gruppo incriminato per accorgersi che la maggior parte delle foto erano scattate all’insaputa delle donne, che c’era sicuramente qualche donna consapevole e consenziente, ma che erano una minoranza. Da questa denuncia è nata la polemica su quanto possano essere diseducativi i social network se usati in modo sbagliato. Lo scandalo di Mia moglie ha infatti acceso i riflettori sul mercato del sesso del web, dove molte pagine sono basate sull’eros e dove vengono diffuse immagini intime di donne ignare di essere finite in pasto al pubblico. 

Rocco Siffredi è stato criticato per aver difeso una pagine oggettivamente scandalosa. Criticato perché, secondo i detrattori, legittimerebbe la mercificazione della donna, riducendo a "gioco" o "goliardata" quella che è a tutti gli effetti una forma di violenza sessuale che le donne subiscono, visto che la violenza non è solo fisica, ma anche psicologica. Un fenomeno che-sempre secondo i critici- accrescerebbe negli uomini il senso di possesso e di potere sulle donne, accompagnato da un senso di impunità. Ed è in questo contesto di degrado sessuale che l’uscita di Siffredi è stata valutata come l'ennesima dimostrazione di un sistema che umilia le donne e protegge gli uomini maleducati, giustificando il loro comportamento senza pudore e senza decenza. 


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