Non c’è limite all’antipolitica

par paolodegregorio
sabato 14 luglio 2012

Dopo aver scrupolosamente studiato il fenomeno Grillo, il caro leader dato per estinto, fiocina il delfino Alfano, e si autoproclama, motu proprio, novello condottiero di papponi e piduisti di tutte le risme, definiti abusivamente “moderati”.

Nulla è più antipolitico di questo atto che avrebbe, come minimo, dovuto avere la cornice democratica di un congresso, una discussione sulla crisi economica, compreso l’atto di vigliaccheria di delegare a “tecnici” la risoluzione di problemi creati da malgoverno, non governo, ormai ventennali, di cui B. e il suo partito portano la intera responsabilità.

Ciò che allontana i cittadini dalla politica è proprio lo spettacolo di una classe dirigente, in particolare dei due partiti maggiori, PDL e PD, imbullonati alle poltrone, che invece di occuparsi di piani industriali per riconvertire l’economia, dare indirizzi alle banche, risolvere i problemi drammatici di disoccupazione e precarietà, eliminare i veri sprechi, si occupano della propria immagine, commissionano sondaggi, lottizzano la RAI, usano la disinformazione di massa per far dimenticare le proprie responsabilità.

E l’antipolitica sarebbe quella di Grillo e del M5S, che chiedono due legislature e poi a casa, regola di salute pubblica (retroattiva), che se applicata cancellerebbe di colpo tutta la marmaglia politica che occupa da 40 anni il Parlamento, pienamente responsabile di tutti i problemi che abbiamo, compreso il debito pubblico ormai a 2.000 miliardi di euro, che è servito a comprare il consenso elettorale e a creare ruberie e sprechi in 40 anni di malgoverno delle destre e del Vaticano.

Guarda caso, l’unica organizzazione che ha un programma politico, scritto, dettagliato, con cui intende presentarsi alle prossime elezioni (consultabile in Rete sul blog di Grillo), che l’ha discusso per mesi con i suoi attivisti e semplici cittadini, e fatto votare da questi, viene definita “antipolitica” da tutti i giornali di carta e TV, che sanno bene che la loro estinzione coinciderebbe con l’approvazione delle leggi elaborate e proposte dal M5S.

Questo movimento politico deve puntare in alto, trasformando le prossime elezioni politiche in un Referendum propositivo, che chieda alla maggioranza degli italiani da dare fiducia a chi vuole fare della politica un fatto pulito, trasparente, con regole nuove, partecipato dai cittadini, con l’eliminazione dei monopoli informativi, la fine del finanziamento pubblico a partiti e giornali, la trasformazione della RAI, un solo canale di servizio pubblico, senza pubblicità, in pubblic company, con il direttore generale eletto dai cittadini che pagano il canone, una nuova legge elettorale a due turni sul modello della elezione dei sindaci.

Un anno fa il 57% degli italiani abrogò tre leggi berlusconiane, invece di andare al mare, e decretò il declino del sultano. A questo popolo è possibile chiede una maggioranza assoluta per cambiare la politica in Italia. Altra strada non c’è.

 

 

 

 

 


Leggi l'articolo completo e i commenti