«Narrazioni di pace» presentato a Seregno: Laura Tussi e Fabrizio Cracolici rilanciano l’impegno per il disarmo nucleare con ICAN

par Laura Tussi
martedì 27 ottobre 2026

L’11 novembre alla Casa della Sinistra la presentazione del volume “Narrazioni di pace. Voci, idee e pratiche per un mondo senza guerra”. Al centro dell’incontro la nonviolenza attiva, la memoria antifascista, i diritti umani e la costruzione di una cultura della pace capace di opporsi alla corsa agli armamenti.

di Sante Cavalleri su FARO DI ROMA

La pace non è una parola da pronunciare nelle commemorazioni, ma una pratica quotidiana che richiede impegno, responsabilità collettiva e coraggio politico. È questo il filo conduttore dell’incontro «Narrazioni di pace per il disarmo nucleare con ICAN», in programma mercoledì 11 novembre 2026, alle ore 21, alla Casa della Sinistra di via Leonardo Da Vinci, a Seregno, in provincia di Monza e Brianza.

Protagonisti della serata saranno Laura Tussi e Fabrizio Cracolici, impegnati da anni nella promozione della cultura della pace, della memoria storica e del disarmo. I due attivisti presenteranno il saggio antologico *Narrazioni di pace. Voci, idee e pratiche per un mondo senza guerra*, un percorso di riflessione che mette in relazione testimonianze, idee ed esperienze per contrastare la normalizzazione dei conflitti e indicare alternative alla logica della forza.

ICAN e la sfida del disarmo nucleare

Una parte centrale dell’iniziativa sarà dedicata alla Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari, ICAN, insignita del Premio Nobel per la pace nel 2017 per il suo impegno a favore del disarmo nucleare universale. Tussi e Cracolici partecipano attivamente alla campagna, affiancando alla sensibilizzazione pubblica il lavoro di denuncia e divulgazione attraverso la scrittura.

In un contesto internazionale segnato da guerre, tensioni tra potenze e programmi di riarmo, la questione nucleare torna a interrogare la coscienza civile e le istituzioni. La possibilità di una catastrofe atomica non riguarda soltanto gli equilibri militari: coinvolge la sopravvivenza delle popolazioni, la tutela dell’ambiente e il futuro delle generazioni.

Promuovere il disarmo significa dunque mettere in discussione l’idea che la sicurezza possa essere garantita dalla minaccia permanente di distruzione. La nonviolenza attiva, nella prospettiva proposta dagli autori, non è rinuncia alla lotta né accettazione passiva dell’ingiustizia. È un metodo rigoroso per affrontare i conflitti senza annientare l’avversario, difendere i diritti umani e costruire istituzioni più giuste.

«Restiamo umani»: dalla memoria antifascista alla pace di oggi

La riflessione proposta nel volume si allarga al dialogo interculturale, al contrasto del nazionalismo e del suprematismo e al riconoscimento dell’umanità come comunità comune. In questo orizzonte risuona il richiamo di Vittorio Arrigoni, «Restiamo umani»: un’esortazione che invita a non smarrire la capacità di riconoscere la dignità dell’altro, anche nei contesti di guerra e di maggiore contrapposizione.

La memoria dell’antifascismo, della Resistenza e delle deportazioni politiche e razziali assume così un significato che va oltre la commemorazione. Ricordare chi ha lottato contro la dittatura e la persecuzione significa interrogarsi sulle responsabilità del presente, rifiutare la disumanizzazione dei popoli e contrastare ogni forma di indifferenza di fronte alle vittime dei conflitti contemporanei.

La memoria storica diventa una bussola per leggere l’attualità: non per sovrapporre epoche ed eventi differenti, ma per riconoscere i pericoli della propaganda, dell’odio e della negazione dei diritti. Da qui nasce la necessità di opporsi al riarmo e di sostenere iniziative capaci di restituire centralità alla diplomazia, alla cooperazione e alla solidarietà tra i popoli.

La pace si costruisce dal basso

Un altro tema dell’incontro sarà il ruolo delle associazioni, del volontariato e delle reti civiche nella costruzione di una cultura della pace. L’impegno di realtà come l’ANPI, insieme alle associazioni culturali e alle organizzazioni della società civile, dimostra quanto sia importante creare legami tra persone, esperienze e generazioni.

La pace, in questa prospettiva, non è il risultato dell’azione isolata di singoli protagonisti, ma una responsabilità condivisa. Si costruisce attraverso l’educazione, la partecipazione, la memoria, la denuncia delle ingiustizie e il sostegno a chi non ha voce. Significa contrastare il fatalismo che presenta la guerra come inevitabile e restituire alle comunità la possibilità di immaginare e realizzare un futuro diverso.

In una sua recensione del volume, Vittorio Agnoletto (nella foto con Laura Tussi), medico e attivista per la pace, storico portavoce del Genova social forum, richiama proprio il valore di questo impegno collettivo: le narrazioni di pace non devono rimanere confinate alla riflessione teorica, ma tradursi in pratiche quotidiane di solidarietà e nonviolenza.

L’appuntamento di Seregno si propone quindi come un’occasione di confronto sul rapporto tra disarmo nucleare, diritti umani, memoria e partecipazione democratica. Un invito a riconoscere che l’alternativa alla guerra non è soltanto un obiettivo auspicabile, ma un percorso già presente nell’attività di tante persone e associazioni che lavorano per sottrarre il futuro alla logica delle armi.

S.C.

L’incontro è in programma mercoledì 11 novembre 2026, alle ore 21, alla Casa della Sinistra, in via Leonardo Da Vinci, a Seregno (Monza e Brianza).


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