Napoli, corteo per tutelare l’ “Arte di strada”
par Kosmopolis - Making of
martedì 5 maggio 2026
Le artiste e gli artisti lanciano un appello per ridiscutere insieme al Comune ed alla cittadinanza il regolamento che limita fortemente il loro lavoro
Di Daniele Pallotta
Il due maggio 2026 un corteo ha attraversato le piazze e le strade del centro storico di Napoli per tutelare il lavoro delle e degli artisti di strada. Chiedono la modifica del regolamento approvato dal Comune di Napoli nel dicembre 2022, in cui si prevedono multe fino a 500 euro nel caso di utilizzo di strumenti di amplificazione nell’ esercizio dell’ Arte di strada.
Gli “artisti di strada” (definizione che risente forse di eccessiva semplificazione, perché la stessa persona può svolgere il lavoro artistico in vari modi e luoghi, tra cui anche le piazze e le strade e perché in generale l’ Arte è difficile da definire) hanno costituito da due anni un comitato (aperto a nuovi ingressi), hanno redatto una bozza di modifica del regolamento e chiedono alle istituzioni comunali di organizzare incontri periodici in cui poterne discutere insieme, coinvolgendo artisti, artigiani, persone residenti: “una sorta di ufficio di moderazione in cui tutti possano essere ascoltati e portare le loro idee” – spiegano.
Luigi de Magistris, già sindaco di Napoli, presente al corteo, si schiera a sostegno degli artisti: “E’ una vergogna trattare l’ arte di strada come un fatto di ordine pubblico. Ovviamente servono delle regole, ma gli artisti stessi sono i primi ad avere un atteggiamento di buon senso. Io da sindaco liberalizzai l’ Arte di strada.”
Dalla manifestazione (svoltasi tra piazza San Domenico e piazza Dante) le lavoratrici ed i lavoratori dell’ arte di strada sottolineano di non voler essere in contrapposizione alle forze dell’ ordine e ribadiscono l’appello a trovare una soluzione concordata con il Comune, affinché sia contemperata l’esigenza di evitare forme di “inquinamento acustico” con quella di poter esercitare la nobile “Arte di strada”, così importante nella Storia di Napoli e che contribuisce tuttora a renderla viva e riconoscibile. Un lavoro cui va riconosciuta la dignità che merita.