Napoli: il maiale don’t speak english

par Michele Docimo
mercoledì 10 dicembre 2008

Simpatica iniziativa anti-psicosi di un macellaio partenopeo

NAPOLI - L’arte di arrangiarsi è tipica del popolo campano e partenopeo al pari del gusto di dissacrare tutto ciò che di negativo accade. «Le donne di Napoli... - cantava Francesco Baccini - Dio che bella invenzione, riescono a ridere anche sotto all’alluvione».

Accade, quindi, che un macellaio napoletano per vincere la nuova psicosi alimentare, da maiale irlandese alla diossina, tappezza il proprio esercizio commerciale di foto di un simpatico porcellino con la scritta I DON’T SPEAK ENGLISH.

I maiali del nostro simpatico commerciante non parlano inglese, una rassicurazione che arriva all’indomani  dei 4 sequestri di carne avvenuti in Campania dove il maiale irlandese era destinato al mercato di Avellino.



La carne sequestrata sarà esaminata nei prossimi giorni per accertare l’ eventuale presenza di concentrazioni di diossina oltre i limiti consentiti.
Occorreranno, poi, circa due settimane per conoscere l’esito degli accertamenti. Anche se alla fine tutto sarà distrutto, in ogni caso, come vogliono le direttive comunitarie.

Ma il macellaio partenopeo non è l’unico ad infondere ottimismo, rassicurazioni arrivano anche dall’Istituto zooprofilattico di Portici che parla di «allarme contenuto e di arrivi dall’Irlanda, da settembre ad oggi, di sole 15 partite su 2.000». La tavola è salva, via libera a zampone e salsiccia e, per noi campani... tortano a volontà.



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