Montezemolo e il berlusconismo: non importa che cosa fare, conta chi fà
par Zag(c)
sabato 27 agosto 2011
L'area dei papabili alla sostituzione di Berlusconi, per la continuità del berlusconismo, questa volta dal volto umano, incomincia ad affollarsi.
L'Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo si è fatta avanti.
Fino a poco tempo fa si ritraeva vergognoso a coloro che gli domandavano se sarebbe entrato in politica; oggi ha fatto la sua uscita ufficiale e si presenta come candidato alla successione.
Ha tutte le carte in regola, però, per essere un degno successore di Berlusconi, ma dal volto umano.
Dirigente d'azienda, e di varie aziende, nasce borghese di famiglia dell'alta borghesia piemontese ha un curriculum nella borghesia internazionale di tutto rispetto.
Esce allo scoperto, quando ormai il cadavere (in senso politico) del suo (da lui agognato) successore è in putrefazione, così come tutto il sistema politico ed istituzionale del nostro paese. Le sue speranza di poter raccogliere consensi è molto alto.
- Ma veniamo al suo programma, in cui, si mescolano un mix di populismo in veste di antipolitica e di misure nettamente di classe, ma lui e dai suoi riassunto contenente “Patrimoniale e sviluppo”.
- Si parte dalla privatizzazione di aziende statali (tra cui la Rai) e dalla vendita del patrimonio immobiliare dello Stato. Tutto questo lo chiama “patrimoniale dello Stato”.
- Si passa poi al contributo di solidarietà dello Stato con la soppressione delle provincie.
- Il piatto forte è la soppressione della pensione di anzianità (si andrà in pensione non per numero di anni di contributi, ma per età) e graduale aumento incominciando a spostare a 67 anni la pensione.
- Poi per riprendere un tema caro al PD e ad Ichino si passa al contratto unico. Tutti lavoratori a tempo indeterminato, ma precari. Quindi "l'inderminatezza” è affidata al padrone.
- Libertà di licenziamento (abolizione dell'art 18) , ma con una piccola indennità di licenziamento. “Ti pago e te ne vai, quando fa comodo a me“ si potrebbe parafrasare. Il lavoratore come pura merce.
- Ma ecco che arriva la patrimoniale quella vera!
- Una sopratassa dello 0,5% per patrimoni al di sopra di dieci milione di euro, si però questa tassa non deve superare il milione di euro! E per finire tutto questo esclusi i redditi derivanti dalle partecipazioni in società e basata sull'auto certificazione. Follia pura!
- E per finire la lotta all'evasione (senza che venga detta come, ma come pura enunciazione), aumento dell’Iva, ma il maggior introito deve essere consegnato alle imprese come sgravio fiscale; le solite liberalizzazioni in cui non poteva mancare quelle sui servizi pubblici locali, privatizzare l'Inail (vi immaginate il privato che deve controllare se stesso sulla sicurezza sul lavoro?); e le riforme costituzionali partendo dall'articolo 41 e sulla dimezzamento dei parlamentari e libertà d'impresa.
- Tutte cose ripetute e digerite, trite e ritrite. Tutte imbevute di puro berlusconismo, sia in salsa tremontiana, sia in salsa piddina.
- Si ma detta da uno presentabile sia in italia che all'estero con il suo bel maglioncino di cachemire (avuto dall'azienda in cui è consigliere d'amministrazione).
- Immagino nei prossimi giorni, tra l'IdV, Casini (che chiederà però l'introduzione del quoziente familiare), ma sopratutto il PD (a patto che nel novero dei papabili vi siano anche loro), la rincorsa e lo “sbavamento”.
- Finalmente hanno trovato chi può impersonare il “berlusconismo dal volto umano”.