Miss Sixty in perdita: licenzia. Colpa del culo di Belen?

par Samanta Di Persio
venerdì 17 febbraio 2012

Finalmente la Miss Sixty, società che raggruppa i marchi Miss Sixty, Sixty, Energie, Killah, Murphy&Nye e Refrigiwear ha presentato il piano industriale: l’obiettivo entro il 2015 è il rilancio del gruppo e il ritorno all’utile. Verrà potenziata la rete retail europea e saranno aperti nuovi canali di business negli Stati Uniti, in Brasile e in Russia.

Tutto questo sarà possibile tagliando 183 (su 445) posti di lavoro in Italia, mentre è stata confermata la sede a Chieti . A novembre dell’anno scorso Sixty Group, ha rafforzato la distribuzione in Europa attraverso l’apertura di 3 flaghsip e nel capitale è entrata la società cinese Trendy international, nonostante ciò il gruppo ha chiuso il 2011 con un fatturato in calo: 293 milioni di euro, rispetto ai 381,5 milioni del 2010, risultati che l’azienda imputa alla diminuzione della domanda sui mercati europei (dove Sixty vuole investire Sic!).

Però non viene spiegato da nessuna parte che ormai alcune produzioni, ad esempio tutta la linea Killah, le borse ed altri accessori Miss Sixty vengono prodotti da tempo in Cina. Sindacati e politica sono stati quasi silenziosi perché senza il piano industriale non potevamo muoversi… ed ora?

Ora si chiede un intervento a livello nazionale, ma dei manufatti prodotti a costo cinese e venduti a prezzo italiano (una t-shirt costa € 1,50 qui sono consultabili i prezzi italiani) , nessuno come al solito ne fa cenno. L’unico obiettivo è licenziare in maniera indolore.

Confermata anche la testimonial Belen Rodriguez (cachet sempre segretissimo), è il terzo spot che fa per il marchio Miss Sixty, forse è il caso di iniziare a chiederle il risarcimento considerando le perdite.


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