Meloni e la strumentalizzazione del Natale

par Mario Barbato
giovedì 4 dicembre 2025

La politica, soprattutto di destra, è stata sempre solerta nell’usare i simboli cristiani per acchiappare voti. Ricordate Matteo Salvini che baciava crocifissi sui palchi per arruffianarsi la parte dei credenti? Poco importa se le sue politiche xenofobe mal si conciliano con il Vangelo: “Ero straniero e mi avete accolto”, dice una parabola.

Gli altri esponenti della destra vanno di pari passi e stanno cogliendo il prossimo Natale come arma religiosa da trasferire in politica. Ne sa qualcosa Giorgia Meloni che da “italiana, madre e cristiana” ha pensato bene di utilizzare i simboli natalizi come arma di propaganda. L'occasione si è presentata durante i festeggiamenti per la vittoria del leghista Alberto Stefani in Veneto. Davanti a chi le ha offerto un bicchiere di aperitivo alcolico, ha risposto: "Non se ne parla, ho fatto il fioretto. Brindiamo a Natale”. Meloni sarà pure una fervida credente, ma usare i fioretti, cioè rinunciare a qualcosa per devozione verso il divino, per accattivarsi gli italiani, per poi tornare a fare gli interessi di lobby economiche e cricche delle armi, non è affatto cristiano.

Non che questo sia una novità, beninteso. Fin dai tempi della Democrazia Cristiana, con il suo scudo crociato, la destra italiana ha sempre avuto una tendenza a usare i valori cristiani per farsi pubblicità. Parliamo però di un mega partito, la Democrazia Cristiana, che, essendo la longa manus del Vaticano, non poteva fare altrimenti. Stesso comportamento fu adottato anche da Silvio Berlusconi che aveva confessato, durante un'intervista a Bruno Vespa, di aver messo da parte fumo, gioco e ballo per fare dei fioretti e ottenere favori divini, per poi scoprire che il suo partito di corrotti e di collusi con la mafia di divino aveva solo l’attaccamento maniacale al dio denaro. 

Per rompere il fioretto, Meloni ha detto che attenderà rigorosamente la vigilia di Natale. Un sacrificio utile per catturare le simpatie tra i suoi sostenitori vicini al mondo cattolico. Meloni sa bene che la religione ha ancora un enorme peso in Italia, e probabilmente quella che può sembrare una mossa spontanea è invece una mossa studiata in ottica elettorale. La cura del Natale, di cui la premier pubblica sempre una foto sui profili social, a corredo degli auguri per le festività, non va mai tralasciata. 

Naturalmente, non ci sono solo Meloni e Salvini a sfruttare i simboli cristiani a loro uso e consumo: tutto il carrozzone della destra ha mobilitato il Natale su Facebook o Instagram. Al primo posto della propaganda destroide c’è l'albero con gli addobbi. Seguito a ruota dai simboli più potenti per la costruzione dell'identità della destra conservatrice: i pastori, la stalla, i Re Magi e Gesù Bambino. Una speculazione che mescola il sacro con il profano, la religione con la politica. Usanza che ha permesso a un partitino come Fratelli d’Italia di salire dal sei per cento delle Europee del 2019 al ventisei per cento delle Politiche del 2022. Ma la Meloni sa che con la religione non sempre incanta gli italiani. Lo ha imparato a sue spese Salvini, che a forza di baciare crocifissi ha raggiunto un numero di voti sufficienti a non uscire da Montecitorio.

Foto Governo


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