Luci ed ombre nell’anima della Trinacria

par Angela Allegria
sabato 5 novembre 2011

“L’anima della Trinacria”, ultima opera di Gianni Scala è un omaggio alla Sicilia, offerto con dedizione, ammirazione per il passato, per i grandi che l’hanno conquistata, per la visione che hanno gli stranieri i quali, con tanta speranza, sopportano la fatica del lungo e sconfortante viaggio per giungere in quella Trinacria, terra dove “Mediterraneo e Ionio diventano Tirreno. Tirreno e Ionio diventano Mediterraneo. Mediterraneo: dove tutto era immobile e tutto era in movimento”.

Due ricerche, una dentro l’altra: si intersecano, si scontrano e nuovamente si allontanano per creare quel mistero che solo alla fine verrà svelato. Da un lato l’arcano del quadro perduto, la “Natività con i Santi Francesco e Lorenzo” di Caravaggio, opera trafugata nella notte tra il 17 ed il 18 ottobre del 1969, dall’altro, l’enigma di una donna scomparsa, una mamma, i cui segreti hanno cambiato la sua vita e quella della figlia.

Due madri, una innanzi all’altra, coperte di ombre e luci, le stesse caratteristiche pittoriche di un Caravaggio tanto eccelso e spirituale nella pittura religiosa, quanto burrascoso ed acceso nella vita privata.

“Vedrai i due latitanti, uno restaurato e l’altro rinato” dice Mariuccia a Nora Maggio, il cercatore di verità del racconto.

Il ritmo del romanzo è incalzante, lo stile è fluido, a volte volutamente contraddittorio, come quando si dice una cosa e contemporaneamente il contrario. Il linguaggio è scorrevole, frammisto alla vernacolo siciliano del luogo.

Tornano i motivi pirandelliani legati alla maschera. “È la maschera che consente l’abuso, l’illegalità… ‘nta sta terra”.

Fortemente presente la figura di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, esempi di legalità e di impegno civile, chiamati, in una accezione quasi irriverente “i comici Falco e Borsello”.

Ma per il resto l’autore riesce ad incuriosire il lettore sin dalla prima pagina, prendendolo per mano con le sue capacità descrittive di luoghi, personaggi e stati d’animo e conducendolo, attraversi un quadro ed una storia personale, alla ricerca dell’anima della Trinacria.


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