Luce dell’Archeologia parla dei nostri giorni
par Gianleonardo Latini
martedì 10 marzo 2026
Al Teatro Argentina si conclude “Luce dell’Archeologia”, la rassegna che coniuga sapere e attualità, trasformando l’approfondimento storico in un’esperienza coinvolgente e viva. Un ciclo di incontri che non si limita alla divulgazione accademica, ma diventa un vero momento di riflessione sul presente attraverso le lenti del passato. Un appuntamento ormai atteso, capace di richiamare un pubblico eterogeneo, dagli studiosi agli appassionati, fino ai semplici curiosi.
A fare da anfitrione è Massimiliano Ghilardi, figura centrale della manifestazione ideata e organizzata da Catia Fauci. Con eleganza e competenza introduce gli studiosi ospiti, ne accompagna gli interventi e dialoga con loro, arricchendo ogni appuntamento con osservazioni puntuali e stimolanti. Il suo ruolo non è soltanto quello di moderatore, ma di mediatore culturale, capace di tessere un filo rosso tra discipline, epoche e sensibilità diverse.
Gli incontri al Teatro Argentina non sono una semplice passerella di docenti. Qui la storia si intreccia con l’attualità, dimostrando quanto il mondo antico continui a parlare ai nostri giorni. È accaduto, ad esempio, con Cristina Guarnieri e le sue riflessioni su Rachel Bespaloff, filosofa che attraverso la sua lettura dell’Iliade ha offerto una meditazione potente sulla guerra e sulla condizione umana. L’opera omerica, in questa prospettiva, diventa un antidoto contro la barbarie: un testo che, pur raccontando conflitti antichi, illumina le tensioni del nostro presente e invita alla consapevolezza.
“Luce dell’Archeologia” non è soltanto conoscenza, ma anche intrattenimento nel senso più alto del termine. Accanto agli interventi degli studiosi, c’è l’intrattenimento pacato, arguto e talvolta ironico del professor Claudio Strinati, presenza fissa che introduce gli incontri con intelligenza e brio. Altra presenza fissa, come epilogo, Andreas M. Steiner che ci illumina sulle recenti scoperte e i nuovi argomenti del mensile Archeo.
Poi capita di assistere all’energia istrionica di Valerio Vernesi, capace di tenere viva l’attenzione del pubblico con uno stile dinamico che non concede spazio alla distrazione, anche di fronte ad argomenti apparentemente ostici, come “I Musei Capitolini, primo museo pubblico della storia moderna”, trasformando la lezione in un racconto avvincente e accessibile.
Nel caso dell’appuntamento dedicato ad “Amore, erotismo e società”, è stato proprio il tema a impedire qualsiasi calo di attenzione. Dopo i sobri e fluidi interventi di Angela Scilimati (“Erotismo nell’arte come specchio della società dal mondo antico a oggi”) e di Marta Novello (“Aquileia e Roma: un legame a distanza”), è stata la volta della teatralità tutta partenopea di Francesco Sirano (“L’amore e gli amori in età imperiale attraverso la documentazione vesuviana”), capace di restituire vivacità e concretezza al mondo romano attraverso le testimonianze archeologiche.
Il risultato è un equilibrio riuscito tra rigore scientifico e leggerezza narrativa, tra approfondimento e spettacolo. Il pubblico non assiste soltanto a una conferenza, ma vive un’esperienza culturale completa, in cui la parola si fa racconto e il sapere diventa emozione condivisa.
L’ultimo appuntamento di questa edizione è fissato per il 15 marzo con “Roma tra sacro, arte e musica”, con gli interventi, tra gli altri, di Lucia Spagnuolo (“Scena e potere. Teatri a Roma in età augustea”), Silvia Pasini e Simone Genuini (contributo lirico con arie di Händel, Vivaldi, Saint-Saëns, Tchaikovsky, Puccini e Schumann): un’occasione per esplorare ancora una volta le stratificazioni culturali della città eterna. Poi calerà il sipario e bisognerà attendere il prossimo anno per nuove scoperte e nuove delizie culturali. Nel frattempo resterà la consapevolezza che l’archeologia, quando è raccontata con passione e intelligenza, sa essere luce viva sul nostro tempo.
Per chi non ha potuto partecipare o desidera riascoltare gli incontri, è sempre disponibile la playlist video dedicata sul canale YouTube della rassegna.