Linea Adriatica, i fondi europei e le richieste dei comitati: Snam deve rispondere anche a Bruxelles
par Diodato Salvatore
venerdì 26 giugno 2026
Un opera di circa 3 miliardi di euro, co-finanziata con 24 milioni di fondi europei e oltre 95 milioni dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che attraversa una delle zone più sismiche d'Italia. Un tubo d'acciaio largo quanto una scrivania, che Snam dichiara "Hydrogen Ready" ma che è stato autorizzato solo per il metano e certificati di sicurezza che nessuno pubblicamente ha mai visto.
La Linea Adriatica, il tratto Sulmona-Foligno del più vasto Southern Hydrogen Corridor, è al centro di un procedimento autorizzativo che coinvolge Comuni , Province e Regioni. Inserita nel PNRR come investimento strategico per il potenziamento delle infrastrutture del gas, il progetto ha ottenuto un finanziamento pubblico di 33,06 milioni di euro solo per il tratto di potenziamento tecnologico, e altri 62,81 milioni per un ulteriore tratto di upgrade della rete . Nel luglio 2025, la Cabina di regia per il PNRR ha certificato il raggiungimento degli obiettivi per questo investimento strategico?
Mentre il governo incassa la rata europea, i comitati No Snam chiedono ai sindaci di fermare un opera che presenta criticità gravissime: materiali cambiati senza autorizzazione, certificati di sicurezza mai pubblicati ed un territorio ad altissimo rischio sismico.
Questo articolo racconta le contraddizioni, i documenti e i fatti che Snam e le istituzioni non hanno ancora chiarito.
Un'opera autorizzata per il metano, venduta come "Hydrogen Ready"
La Linea Adriatica è nata nel 2011, quando il Ministero dell'Ambiente rilasciò il Decreto VIA n. 70 per il "Metanodotto Sulmona-Foligno" in tutto il Decreto, l'idrogeno non viene mai menzionato, né al 100% né in alcuna percentuale. L'opera fu autorizzata esclusivamente per il trasporto di gas naturale.
Oggi, la stessa Snam dichiara che la Linea Adriatica è "Hydrogen Ready" e che i tubi installati sono certificati per trasportare idrogeno al 100%. Snam ha fatto dichiarazioni pubbliche in diversi momenti:
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Giugno 2021: Snam e Corinth Pipeworks annunciano 440 km di tubi certificati per idrogeno al 100%. Ma quei tubi erano L415ME da 26 pollici, non quelli della Linea Adriatica.
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Marzo 2025: La Commissione Europea approva il finanziamento di 24 milioni di euro per il "Domino dorsale italiano H2", il progetto di Snam
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Maggio 2025: Corinth Pipeworks annuncia un nuovo contratto per la Linea Adriatica, con tubi L450ME (X65) da 48 pollici, dichiarati certificati per idrogeno, ma è stata fotografata la marcatura, il lotto risulta ad Europipe.
Ma il Decreto VIA del 2011 autorizza l'opera per il trasporto di gas naturale con un tubo EN L415NB/MB (X60) con spessore di 16,10 mm. Snam sta installando un tubo EUROPIPE L450ME (X65) con spessore di 18,9 mm. Il cambio di materiale, spessore e vettore energetico è una variante sostanziale del progetto, che richiederebbe una nuova VIA.
La domanda è semplice: come può Snam cambiare il vettore energetico e i materiali senza una nuova Valutazione di Impatto Ambientale?
Un tubo che non si può vedere?
Camminando tra i campi dell'Appennino centrale, a pochi passi dalle case, si vede qualcosa di strano. Un tubo d'acciaio largo come una scrivania, 1,22 m di diametro, che si snoderà per 169 chilometri, attraversando la Valle Peligna, l'altopiano di Navelli, la conca aquilana. Passa sotto le aree che il terremoto del 2009 e del 2016 che ha già devastato.
I tubi che Snam sta interrando nei cantieri recano una marcatura chiara, stampata sull'acciaio:
EUROPIPE – EN ISO 3183:2019 – OD 1222,1 MM – WT 18,9 MM – L450ME SAWL – TESTED 13,3 MPa – MADE IN GERMANY
Circola tra i cittadini questa marcatura: è un tubo di un produttore tedesco (Europipe), non quello annunciato da Snam (di Corinth Pipeworks). Mostra un acciaio L450ME (X65) , non l'EN L415NB/MB (X60) che il progetto autorizzato prevedeva.
Perché Snam cambia costantemente i materiali?
I certificati di lotto che attestano la reale composizione chimica di questi tubi (i valori di carbonio, zolfo, fosforo, la durezza) non sono stati resi pubblici. I test KIH, che misurano la tenacità dell'acciaio in presenza di idrogeno e che sono obbligatori per la norma ASME B31.12, non sono mai stati mostrati.
Snam dichiara che la Linea Adriatica è "Hydrogen Ready" ma senza quei certificati, l'affermazione è solo una dichiarazione di intenti, non una certezza ingegneristica, è come dire di avere una macchina sicura senza mostrare i risultati dei crash test.
L'idrogeno indebolisce l'acciaio?
L'idrogeno non è il metano. È un gas più leggero, più reattivo, più esplosivo. Il suo intervallo di esplosività nell'aria è tra il 4% e il 75%, contro il 5-15% del metano.
E, cosa più importante, indebolisce l'acciaio.
L'infragilimento da idrogeno è un fenomeno noto da decenni: l'idrogeno penetra nel reticolo cristallino dell'acciaio e lo rende più fragile. L'acciaio X65, che Snam sta installando, è di un grado superiore all'X60 autorizzato. Ma la ricerca scientifica dimostra che l'X65 perde fino al 40% della sua duttilità in presenza di idrogeno.
L'INGV ha stimato che l'indice di liquefazione a Norcia sia 80,2, un valore che supera di 5 volte la soglia di "molto alta" (15). Oltre il 60% del tracciato (101 km su 166) è classificato come area critica per frane e liquefazione, con il rischio concreto che il terreno, in occasione di un evento sismico, perda consistenza e si comporti come un fluido, amplificando gli effetti del movimento cosismico.
A titolo di confronto, nel 2015, per il gasdotto TAP in Puglia — un'area a bassa pericolosità sismica con accelerazione al sito di appena 0,112 g — è stata condotta un'analisi dettagliata della liquefazione basata su decine di prove SPT, seguendo le NTC 2008 . Per la Linea Adriatica, che attraversa zone con PGA fino a 1,48 g e indice di liquefazione 5 volte la soglia di 'molto alta', Snam ha chiesto di ridurre le indagini SPT, come è scritto nel documento di sintesi redatto da l'INGV; eppure, le NTC 2018, che Snam dichiara di seguire, richiedono verifiche di liquefazione ancora più rigorose rispetto al passato.
La norma ASME B31.12, che Snam dichiara di aver seguito, prescrive di adottare "ragionevoli precauzioni" in presenza di faglie attive, liquefazione e frane. Snam non ha mai mostrato di averle adottate.
Il precedente di 26 centimetri della frana a Mutignano nel 2015
Il 6 marzo 2015, a Mutignano di Pineto, in Abruzzo, un gasdotto Snam esplose. La causa: uno spostamento del terreno di 26 centimetri tra il 2001 e il 2008. La deflagrazione distrusse una casa a 40 metri, danneggiò edifici fino a 50-60 metri e incendiò un boschetto a 100 metri.
Se 26 centimetri hanno causato una simile devastazione, cosa succederebbe con uno spostamento di qualche metro? E se, invece di metano, il gasdotto trasportasse idrogeno?
Il progetto europeo e l'idrogeno che verrà dal Nord Africa
La Linea Adriatica non è un'opera a sé. È un tassello del Southern Hydrogen Corridor (SoutH2 Corridor) , un'infrastruttura da 3.300 chilometri che dovrebbe collegare il Nord Africa alla Germania.
L'idrogeno arriverà via tubo dalla Tunisia a Mazara del Vallo, in Sicilia. Poi risalirà l'Italia attraverso il "Domino dorsale italiano H2", il progetto per il quale Snam ha ottenuto 24 milioni di euro di cofinanziamento dall'Unione Europea.
E mentre Snam costruisce il tubo per l'idrogeno, Terna, il gestore della rete elettrica, ha ottenuto 307 milioni di euro dalla Commissione Europea per il progetto ELMED, un elettrodotto sottomarino tra Sicilia e Tunisia che porterà in Italia l'energia rinnovabile necessaria a produrre quell'idrogeno.
L'Italia è il corridoio. Il Paese che ospita il tubo, che paga il suo prezzo ambientale e si fa carico dei suoi rischi. Ma l'Italia produrrà idrogeno? La Strategia Nazionale dell'Idrogeno del MASE prevede uno scenario in cui fino all'80% dell'idrogeno sarà importato, non prodotto.
Una scelta politica, non una necessità tecnica
L'Italia è circondata dal mare, ha il sole del Sud, il vento dei suoi mari e, nel sottosuolo dell'Appennino centrale, un immenso potenziale geotermico.
Secondo le stime di Luigi Mazzocchi, ex-direttore del Dipartimento «tecnologie di generazione e materiali» di Rse, la risorsa estraibile potrebbe generare fino a superare il fabbisogno nazionale espresso in TWh, a fronte dell'attuale fabbisogno elettrico annuo di poco superiore ai 311 TWh (dati Terna 2024-2025). In altre parole, basterebbe sfruttare una minima frazione di questa risorsa per coprire l'intero consumo elettrico del Paese, senza dover importare nulla.
Regioni come Lazio, Abruzzo e Campania – senza dimenticare la storica area toscana di Larderello – custodiscono serbatoi carbonatici profondi ancora inespressi, e oggi produciamo solo 6 TWh l'anno da fonte geotermica. Queste regioni custodiscono risorse termiche ancora in gran parte inespresse, capaci di alimentare una transizione energetica davvero sostenibile.
Eppure, invece di investire in produzione, filiera industriale e posti di lavoro, si continua a importare. Invece di guardare al mare e al sottosuolo, si costruiscono tubi.
La Commissione Europea deve sapere
I comitati No Snam hanno invitato i Comuni a richiedere integrazioni documentali a Snam: certificati di lotto, test KIH, verifiche strutturali, analisi di compatibilità con i dati INGV, ottemperanza alle prescrizioni del Decreto VIA, analisi di rischio per le distanze di sicurezza
Ma la domanda che i comitati pongono è più grande:
"La Commissione Europea ha cofinanziato il 'Domino dorsale italiano H2' con altri 24 milioni di euro. La Commissione sa che la Linea Adriatica è stata autorizzata per il metano, non per l'idrogeno?
Sa che Snam sta installando un tubo diverso da quello autorizzato nella VIA del 2011?
Sa che i certificati di sicurezza non sono mai stati mostrati pubblicamente ai comuni?"
La Banca Europea dell'Idrogeno richiede "maggiore trasparenza" e che i progetti finanziati rispettino i più rigorosi standard di sicurezza.
Snam dovrà rispondere non solo ai comuni italiani, ma anche a Bruxelles ed alla Commissione Europea, che ha stanziato circa 24 milioni di euro per il progetto italiano, quei soldi sono stati spesi in modo trasparente e sicuro?
FONTE:
Decreti e atti ufficiali
Decreto VIA n. 70 del 7 marzo 2011 – Decreto di compatibilità ambientale per il progetto "Metanodotto Sulmona-Foligno DN 1200 mm (48") P=75 bar e Centrale di compressione di Sulmona". Autorizza l'opera esclusivamente per il trasporto di gas naturale.
https://va.mite.gov.it/File/Documen...
Verbale del Consiglio Comunale di L'Aquila n. 76 del 13 maggio 2026 – Documentazione delle criticità relative al metanodotto discusse in sede istituzionale.
DM 17 aprile 2008 – "Regola tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e degli impianti di trasporto di gas naturale con densità non superiore a 0,8". Ministero dello Sviluppo Economico.
Delibera del Consiglio dei Ministri del 5 ottobre 2022 – Autorizzazione del progetto con prescrizioni relative alle verifiche sismiche da parte di un ente terzo.
DPR 327/2001 e DPR 151/2011 – Procedure autorizzative per le infrastrutture energetiche.
Rapporti scientifici e tecnici
INGV (2025) – Rapporto di sintesi delle verifiche geologiche e sismologiche sul tracciato del metanodotto Sulmona-Foligno. Contratto INGV SNAM-RG n. 7300004996.
https://www.ingv.it/stampa-urp/ufficio-stampa/note-stampa/infrastrutture-pubblicati-i-risultati-degli-studi-di-approfondimento-per-il-metanodotto-sulmona-foligno
NTC2018 - https://help.geostru.eu/standard/nt...
ASME B31.12-2019 – "Hydrogen Piping and Pipelines". Norma tecnica internazionale per la progettazione di condotte per il trasporto di idrogeno.
https://webstore.ansi.org/standards/asme/asmeb31122019
Snam Rete Gas (2025) – Relazione Geologica e Geotecnica – Ottimizzazioni. Documento NQR22356-00-LA-E-80006_r1. Contiene le tabelle di pericolosità per liquefazione alle pagine 147-154.
Comunicati stampa e dichiarazioni aziendali
Corinth Pipeworks (giugno 2021) – Annuncio di 440 km di tubi L415ME (X60) da 26 pollici certificati per idrogeno al 100% per le sostituzioni di rete Snam.
Corinth Pipeworks (maggio 2025) – Annuncio del contratto per la fornitura di tubi L450ME (X65) da 48 pollici per la Linea Adriatica.
https://athens.euronext.com/sites/d...
Fonti europee
Commissione Europea (marzo 2025) – Decisione C(2025)1470. Approvazione del finanziamento di 24 milioni di euro per il progetto "Italian H2 Backbone" (Domino dorsale italiano H2) – Progetto di Interesse Comune (PCI) 10.1.1.
Commissione Europea (gennaio 2023) – Decisione C(2023)217. Approvazione del finanziamento di 307 milioni di euro per il progetto ELMED (Italia-Tunisia).
Southern Hydrogen Corridor (SoutH2 Corridor) – Infrastruttura da 3.300 km che collega Nord Africa, Italia, Austria e Germania per il trasporto di idrogeno verde. Capacità di 4 milioni di tonnellate/anno, pari al 40% dell'obiettivo di importazione dell'UE. Fonte: SPE / ENTSOG TYNDP 2022.
Commissione Europea (16 marzo 2023) – Comunicazione COM(2023)156 final sulla Banca Europea dell'Idrogeno.
CEF Energy Call 2026 – Bando per i Progetti di Interesse Comune e Progetti di Interesse Reciproco – CEF-E-2026-PCI-PMI.
Fonti sulla geotermia
Mazzocchi, L. – Stime sul potenziale geotermico estraibile in Italia, compreso tra 5.800 e 116.000 TWh. RSE (Ricerca sul Sistema Energetico).
Terna (2024-2025) – Dati sul fabbisogno elettrico annuo nazionale, pari a circa 311 TWh.
Enel / Unione Geotermica Italiana – Stime sul potenziale geotermico italiano e sulla produzione attuale (6 TWh/anno).
Fonti sul precedente di Mutignano
Senato della Repubblica – Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-04622. Documento che cita l'esplosione del gasdotto Snam a Mutignano di Pineto del 6 marzo 2015 e i 26 centimetri di spostamento del terreno.
https://www.senato.it/show-doc?leg=18&tipodoc=Sindisp&id=1187039
Il Centro – quotidiano d'Abruzzo (8 febbraio 2024) – Articolo sull'esplosione del gasdotto Snam a Mutignano di Pineto e l'assoluzione degli imputati.
Fonti sui materiali
Yu, L., Feng, H., Li, S., Guo, Z., & Chi, Q. (2025) – "Study on Hydrogen Embrittlement Behavior of X65 Pipeline Steel in Hydrogen Gas Environment". Metals, 15(6), 596.
DOI: https://doi.org/10.3390/met15060596
Europipe (2022, 2024, 2025) – Studi sull'acciaio X65 per servizio acido (sour service). Valori raccomandati: carbonio ≤ 0,05%, zolfo ≤ 0,001%, fosforo ≤ 0,010%, Pcm ≤ 0,15%.
Certificazione API EUROPIPE 5L-0232.5 – Certificazione API per acciaio normalizzato (N) fino a grado X60; X65 non incluso.
Fonti normative
D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii. – Norme in materia ambientale.
D.Lgs. 42/2004 e ss.mm.ii. – Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Regolamento (UE) 2021/1153 – Regolamento che istituisce il Connecting Europe Facility (CEF).
Regolamento (UE) 2022/869 – Regolamento TEN-E sulle reti transeuropee dell'energia.
Nota: I documenti Snam e i verbali dei Consigli Comunali sono disponibili su richiesta agli atti dei Comitati No Snam