Lettera aperta al Presidente della Repubblica sull’inaccettabile "invasività" del Cavaliere

par Fabio Della Pergola
martedì 23 luglio 2013

Lettera aperta al Signor Presidente della Repubblica Italiana. 

Egregio Signor Presidente Giorgio Napolitano,

in virtù della Sua alta carica di Capo dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Lei ha rilasciato negli anni varie onorificenze inerenti i diversi gradi onorifici dell'ordine: da Cavaliere di Gran Croce e Grande Ufficiale, da Commendatore a Ufficiale e, infine, a Cavaliere.

Ci è gradita l’occasione per evidenziare che una persona di alto rango, recentemente salita agli onori della cronaca, risulta essere stata da Lei insignita proprio del grado onorifico di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”.

Tale personaggio di alto rango risulta essere l’attuale ambasciatore della Repubblica del Kazakhstan, Dott. Ing. Andrian Yelemessov da Lei decorato, ma purtroppo recentemente coinvolto in attività sospette - definite “invasive” dal Capo della Polizia Prefetto Alessandro Pansa - presso Uffici della Polizia di Stato e del Ministero dell’Interno, attività finalizzate a chiedere insistentemente un decreto di espulsione, concesso ma poi annullato a cose ormai fatte, della cittadina kazaka Alma Shalabeyeva.

Ricordando che “salve le disposizioni della legge penale, incorre nella perdita dell'onorificenza l'insignito che se ne renda indegno”, ci permettiamo di chiederLe se, per caso, non ritenga opportuna un’azione di puntigliosa verifica delle recenti attività dell’ambasciatore Yelemessov e, nel caso esse dovessero palesare un’indegnità dello stesso, se non sia opportuno procedere con un’eventuale revoca dell’onoreficenza conferitagli.

Magari di questa sdegnata presa di posizione non sapremo proprio che farcene - visto che il problema vero non è quello che ha fatto l'ambasciatore cosacco bensì l'inaccettabile faccia tosta del nostro Ministro dell'Interno - ma la seriosità e l’altezzoso autocompiacimento, umanizzato - ne siamo certi - da qualche lacrima di sincera commozione, con cui Lei saprà agire nello strappare l’insegna dal petto dell’ambasciatore (benché assente per ferie) siamo certi che riempirà la Nazione di orgoglio, rinnovando i sensi di un amor di patria che è andato offuscandosi ultimamente per la serie di sfortunate circostanze ormai note.

Resta la domanda, a cui Lei senza meno vorrà rispondere, relativa alla motivazione per cui l’alta onoreficenza - la prima fra gli Ordini nazionali e destinata “a ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari” - sia stata elargita il 2 giugno 2008, su proposta dell’allora Presidente del Consiglio dei Ministri On. Cav. Silvio Berlusconi appena insediatosi, all’ambasciatore Yelemessov di cui mai nessuno aveva sentito parlare fino a che non si è dato un gran daffare per imporre la deportazione di una donna, innocente secondo la legge italiana, e della sua bambina.

Incapaci di riconoscere nello stesso alcun tipo di benemerenza, soprattutto di tipo filantropico ed umanitario - Lei capirà - ci rivolgiamo alla Sua alta carica per delucidazioni tanto più indispensabili quanto più indisponente appare l’arrogante comportamento del citato Cavaliere.

Consapevoli che l'eccessivo numero di Cavalieri coinvolti nella delicatissima questione possa generare qualche spiacevole errore interpetativo, ci affidiamo alla Sua alta capacità di discernimento che in questi anni non è mai (grossomodo) venuta meno. Insomma scelga pure Lei a quale Cavaliere sarebbe opportuno revocare l'onoreficenza.

In attesa di un Suo graditissimo riscontro, con mutata stima.

 

 

 


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