Le scoperte che hanno allungato la vita

par Damiano Mazzotti
martedì 11 agosto 2026

Nel saggio "La formula della longevità. Vite che hanno alllungato la nostra", si approfondisce la conoscenza di un lunghissimo periodo, molto particolare, che ha allungato la sopravvivenza umana negli ultimi due secoli (Riccardo Chiaberge, Neri Pozza, 2023, Vicenza, 270 pagine, euro 18).

In questo libro si può scoprire a fondo la storia dei vaccini antipolio, la storia della malaria e della particolare vicenda di Battista Grassi, che nonostante la scoperta della zanzara malarigena, non vinse il premio Nobel (viene citata la strana visita di un funzionario dell'ambasciata inglese). Se fosse succcesso oggi, due scienziati avrebbero "diviso il Nobel a metà, come sarebbe stato giusto e come peraltro è successo in tanti casi (tra gli altri, nel 1909, a Guglielmo Marconi e Karl Ferdinand Braun per la telegrafia senza fili"; p. 62).

Risulta molto interessante anche l'incredibile storia di Semmelweis, il medico ungherese che aveva studiato a Vienna. Forse è meglio lasciare i particolari all'interno del libro e riportare queste semplici righe sulle dita dei medici viennesi studiati: "Perché nella prima divisione è consuetudine alternare le dissezioni dei cadaveri alle visite in corsia, spesso senza nemmeno lavarsi le mani, o sciacquandosele sommariamente (p. 95). Quindi all'epoca i medici non erano per niente dei buoni scienziati. E oggi fanno quello che possono...

Un brevetto molto interessante, fu quello relativo alla produzione del ghiaccio, con un macchinario chiamato "locomotiva del freddo". Era "l'antenato del nostro frigorifero", prodotto dal medico John Gorrie. All'epoca non era facile guadagnare per un medico, per questa persona era costretta a fare più lavori o a trovare anche un buon impiego in un ufficio postale (p. 107). Ma la finanza all'epoca era ancora più spietata, e quindi Gorrie morì a poco più che cinquantenne. La moglie eredita i proventi dei brevetti approvati. "Ma i debiti, purtroppo sono ben di più" (p. 116). Viene citata anche la scoperta del sulfamide, il primo antibiotico della storia (fu brevettato in Francia, p. 173).

Anche la scoperta della penicillina, forse in parte e da parte di Fleming, risulta molto interessante. In ogni caso la signora Miller "resta negli annali della medicina come quello del primo essere umano salvato in punto di morte dal nuovo farmaco del professor Florey" (p. 180). Si trattava di un medico australiano, Howard Florey, che in pratica convinse "le case farmaceutiche americane a produrre una nuova sostanza, molto più potente contro i batteri di qualsiasi medicinale in commercio" (p 179). Da qui nasce la grande storia della penicillina. Sicuramente il professor Alexander Fleming fu "il primo a vedere coi suoi occhi l'effetto della penicillina" (p. 183). 

Nel libro si racconta anche la morte, nel 1935, del famoso "Lawrence d'Arabia", durante un banale viaggio in posta per spedire un telegramma per invitare a pranzo un amico (p. 117). Ricordo che si trattava di una morte banale, per una figura che era stata molto misteriosa: "archeologo, ufficiale, agente segreto, scrittore". Era morto a quarantasette anni, poco dopo essere stato congedato dall'aviazione. "Forse era stato un gesto inconscio, un abbassamento della soglia di vigilanza, tipico di chi ha subito una perdita importante, e perciò sta meno attento a preservare la propria incolumità" (p. 120). Riesce ad evitare i ragazzi, ma non riesce ad evitare la morte imminente.

Cito anche un caso molto particolare, legato all'evoluzione delle cintura di sicurezza. Sono modernizzate e rese molto più sicure dalla Volvo. Nata nel 1959, viene brevettata tre anni dopo "con un open patent, disponibile gratuitamente per tutti i costruttori, in ogni paese del mondo" (p. 129). Si tratta di un fatto oggi semplicemente impensabile. Tutte le nostre società sono diventate al 99 per cento una megasocietà egoista e capitalista simil-primordiale.

Ma per provare ad essere più positivi sintetizzo queste brevi righe: probabilmente la migliore alimentazione e la grande igiene sono state molto più utili dei vaccini e degli antibiotici, nel garantire la sopravvivenza della popolazione umana. Oggi una persona ben alimentata riesce quasi sempre a sopravvivere, anche nelle città più insane del mondo.

Sicuramente gli antibiotici hanno aiutato moltissimo, ma bisognerebbe ricordare bene anche la storia del tranquillante talidomide. Nacque in Germania poco dopo la seconda guerra mondiale, fu messo in commercio nel 1957, e fu una donna che fece bloccare il suo commercio, per fermare ulteriori gravi danni sugli esseri umani e sui bambini (la focomelia, da p. 192). Frances Oldham Kelsey riceverà nel 1962 "il premio per il servizio civile federale" dal presidente Kennedy.

 

Riccardo Chiaberge è nato a Torino nel 1947, ha diretto le pagine culturali per il Corriere della Sera e ha diretto il supplemento domenicale del Sole 24 Ore. Nel 2016 ha pubblicato "La grande epidemia", in cui ha raccontato i giorni terribili delle vittime e dei sopravissuti più famosi dell'influenza spagnola. Ricordo che è il biografo italiano di Guglielmo Marconi e che ha pubblicato il racconto della sua vita molto produttiva e intensa.

 

Nota relativa allo scienziato e professore ucraino Elie Mecnikov - "Avete presente la seconda parte del Faust di Goethe? ...bene, secondo me è un'allegoria delle disarmonie della vecchiaia. Rappresenta in modo drammatico il contrasto tra i sentimenti ancora giovanili dell'anziano poeta e la sua senescenza fisica" (p. 253). Nel laboratorio di Pasteur, l'immunologo e biologo ucraino, si mette a coltivare dei ceppi di lattobacilli per fare lo yogurt. Poi prende l'abitudine di bere i lattobacilli tutti i giorni (p. 260). Tra i suoi familiari, sarà la persona che vivrà più a lungo (71 anni).

Nota russa - Tolstoj morirà un anno dopo aver incontrato Elie Mecnikov, "in una stazione ferroviaria, lontano da casa, nel disperato tentativo di fuggire dalla moglie e dalla prigione domestica" (p. 254). In gioventù si era goduto troppi stravizi.

Nota strana - Cito il caso di uno scienziato "che nella sua autobiografia dimentica di citare la moglie che ha lavorato con lui" (p. 14, forse la relazione non è durata molto). Il grandissimo campione del ciclismo, Fausto Coppi, morì di malaria nel 1960, dopo un viaggio nel Burkina Faso" (p. 65). L'influenza spagnola uccise 50 milioni di persone in tutto il pianeta. Infine: "René Geronimo Favaloro, uno dei più grandi cardiochirurghi al mondo, il padre del bypass aorto-coronarico, un eroe della medicina che ha salvato milioni di vite, ha troncato la sua a settantasette anni" (p. 135). Lui era di origine italiana e il bypass "dal 1967 in poi ha ridato una chance di vita a più di 40 milioni di persone" (p. 143).

Nota italiana - Camillo Benso, conte di Cavour, morì nel 1861 a cinquantanni, "per una febbre malarica contratta in gioventù nelle risaie del vercellese" (p. 9). Il "vibrione" del colera fu scoperto da Robert Koch e da "un ricercatore italiano, figlio di un calzolaio di Pistoia, Filippo Pacini" (p. 88). Naturalmente la scienza dell'epoca ignorò l'italiano...


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