Le nuove nomine al Nitag: l’antivaccinismo al potere

par UAAR - A ragion veduta
giovedì 25 settembre 2025

La scoperta della vaccinazione risale al 1796 e l’antivaccinismo è nato immediatamente dopo questa scoperta. I primi antivaccinisti si sono fatti vivi subito sostenendo che i vaccinati si sarebbero trasformati in mucche, visto che da quegli animali si ricavava il prodotto da somministrare per prevenire il vaiolo. Ma negli anni si è visto che quella della vaccinazione si è rivelata una delle scoperte più rivoluzionarie nella storia della medicina.

Infatti, dopo il vaiolo, molte altre malattie infettive che determinavano la morte in tenera età di milioni di bambini ogni anno vennero efficacemente combattute o debellate con la scoperta di nuovi vaccini. E la vaccinazione, assieme alla potabilizzazione dell’acqua, sono state fra le scoperte che hanno modificato sostanzialmente l’aspettativa di vita dell’umanità portandola da circa 42 anni nel 1919 a 83,6 anni nel 2019.

Come ricordato, l’antivaccinismo ha accompagnato fin dall’inizio il progresso dei vaccini, ma il successo delle vaccinazioni ha zittito per molti anni questa corrente antiscientifica. Purtroppo però i vaccini ultimamente sono diventati vittime del loro stesso successo. Infatti, mentre le generazioni precedenti conoscevano bene i danni provocati da malattie infettive terribili come la difterite, il tetano o la poliomielite, le generazioni vaccinate non hanno (fortunatamente) toccato con mano i disastri provocati dalle malattie infettive infantili.

E così i movimenti antivaccinisti hanno ripreso forza, sia a causa della diffusione di notizie false, come per esempio quella totalmente smentita che il vaccino contro il morbillo potesse provocare l’autismo, ma anche grazie alla diffusione delle reti sociali che permettono una rapida diffusione di false notizie.

A peggiorare la situazione si mettono poi anche medici che, forti del principio di autorità, diffondono dubbi o falsità sulla validità delle vaccinazioni e, a causa della loro posizione apparentemente autorevole, riescono a convincere persone impreparate o inesperte (ma non solo) che i vaccini possono essere più pericolosi di quanto non siano.

Perché i vaccini, come tutti i farmaci, effettivamente hanno la possibilità di avere effetti collaterali (anche gravi), ma sempre molto più ridotti della maggior parte dei farmaci di uso comune come per esempio l’aspirina, e mai gravi quanto la malattia se presa direttamente dal virus o dal batterio o dalla tossina che la provocano.

Molto spesso i medici che contrastano in qualche maniera l’uso dei vaccini si caratterizzano per essere sostenitori di pseudomedicine, cioè di pratiche riconosciute scientificamente come inefficaci quando non pericolose. La più diffusa e famosa tra queste è l’omeopatia, pratica che prevede l’uso di diluizioni talmente spinte per cui non non si ritrova più alcun principio attivo nel prodotto che si acquista in farmacia.

Molti di questi medici hanno acquisito una certa fama sostenendo e promuovendo con forza pratiche mediche senza fondamento scientifico proprio come l’omeopatia ottenendo perciò un certo seguito. Alcuni di questi sono stati radiati dall’ordine dei medici, altri hanno semplicemente evitato di rinnovare l’iscrizione all’ordine, ma comunque non possono più esercitare la professione. Dopo questa premessa vediamo che cosa sta succedendo.

Con un decreto firmato dal ministro Orazio Schillaci, il Ministero della Salute ha istituito il nuovo Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni (Nitag), presieduto da Roberto Parrella. Il Nitag avrà il compito di supportare le politiche vaccinali nazionali con raccomandazioni basate su evidenze scientifiche, valutazioni indipendenti e un approccio integrato alle tecnologie sanitarie.

Fra i vari componenti troviamo due nomi ben noti nel mondo delle pseudomedicine: Eugenio Serravalle, pediatra e docente a Pisa, e Paolo Bellavite, già docente dell’Università di Verona.

Il dottor Eugenio Serravalle, assieme ad altri, ha scritto nel 2015 riguardo ai vaccini una lettera al presidente dell’Istituto Superiore di Sanità nella quale si legge testualmente: «Ci siamo infatti accorti che, dopo un’osservazione minuziosa e prolungata nel tempo di bambini vaccinati e non vaccinati, questi ultimi appaiono indubbiamente e globalmente più sani, meno soggetti alle patologie infettive, specie delle prime vie aeree, meno soggetti ai disturbi intestinali e alle patologie croniche, meno soggetti a patologie neurologiche e comportamentali e scarsi consumatori di farmaci e di interventi sanitari».

Ebbene non esiste un singolo lavoro scientifico che supporti questa affermazione, ma è stato anche dimostrato l’esatto contrario.

Paolo Bellavite poi, non più iscritto all’Ordine dei Medici, è un accanito sostenitore dell’omeopatia, cioè una pseudomedicina e ha espresso e dimostrato più volte avversità verso le vaccinazioni.

Il Ministero della Sanità ha quindi deciso di nominare all’interno di un gruppo tecnico consultivo sui vaccini, che dovrebbe supportare le future politiche vaccinali «con raccomandazioni basate su evidenze scientifiche» due personaggi che non sembrano per nulla adatti a ricoprire ruoli così importanti e delicati.

Questo atteggiamento del Ministero ricorda molto quanto sta avvenendo negli USA dove un antivaccinista sfegatato come Robert F. Kennedy è stato messo a capo delle politiche sanitarie di Trump e ha recentemente deciso di interrompere il finanziamento federale a ventidue progetti avanzati per lo sviluppo di vaccini basati su RNA messaggero, per un totale di 500 milioni di dollari.

I vaccini interessati non riguardano solo il COVID-19, ma anche l’influenza e altri virus respiratori ad alto potenziale pandemico (ricordiamo che, fra tutte le vie di diffusione, i virus respiratori sfruttano quella di sicuro più efficace e rapida). Si trattava di iniziative cruciali per garantire una risposta rapida ed efficace in caso di nuove emergenze.

È questo che ci aspetta anche in Italia? Una politica basata sull’antivaccinismo e sulla pseudoscienza a contrasto della ricerca seria?

Massimo Albertin

 


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