Le lingue non seguono strade, le creano

par Luca Mirarchi
mercoledì 26 novembre 2008

Prima impara le regole, se vuoi cambiarle. Ieri, 24 novembre, nell’Aula Magna della Facoltà di Lingue, a Cagliari, il professor Suresh Canagarajah ha tenuto una conferenza intitolata: “The paths of Global English”, (I Sentieri del Global English).

Il professor Canagarajah, linguista nativo dello Sri Lanka e docente alla Pennsylvania University negli USA, ha impostato il suo discorso su alcuni presupposti impliciti. Tali presupposti considerano ormai assodata, da parte degli studenti universitari, la conoscenza dell’inglese di base (Basic English). Ma non sempre va così.

A dispetto di ripetuti progetti di riforma e nobili dichiarazioni di intenti, l’Italia deve infatti scontare, nell’insegnamento della lingua straniera, un marcato ritardo rispetto ad altri paesi europei. Questo comporta che, anche ad un livello universitario, resti preminente l’insegnamento dell’inglese “ufficiale” britannico, sul modello – per intenderci – della BBC. Il professor Canagarajah, col suo discorso rivolto a studenti e insegnanti, ha voluto ricordarci che la comunicazione, nel mondo “di fuori”, avviene in un modo più complesso, ma non necessariamente più complicato. 

Al contrario, ogni giorno milioni di persone di differente ambito linguistico, realizzano tra loro proficui scambi comunicativi servendosi dell’inglese come Lingua Franca, e spesso senza avere una solida preparazione grammaticale alle spalle.



Si tratta infatti della realtà globalizzata contemporanea, un mondo in cui internet, i satelliti e i voli low cost hanno abbattuto il tempo e le distanze, dove gli scambi economici si realizzano attraverso i continenti, e le società diventano progressivamente più multietniche. Nell’attuale contesto postmoderno – sottolinea il professor Canagarajah – è l’esigenza comunicativa a prevalere sulle rigide norme del Canone linguistico, è la vita che si mischia tra le genti e fa nascere diverse varietà espressive. Perché se è vero che non si ha civiltà senza regole, è innegabile che le regole perdono la loro ragione d’essere, quando si scontrano con la realtà effettiva del mondo che ci circonda.

Il lascito della conferenza di oggi sui Sentieri del Global English è proprio questo: imparare l’inglese dei libri di testo è il primo passo, da solo non basta. Occorre adottare un approccio pragmatico all’insegnamento delle Lingue, privilegiare le situazioni di interscambio comunicativo, aprirsi alle varianti del linguaggio quotidiano, non tenere gli occhi chiusi di fronte ai cambiamenti sociali in atto.

Se non vogliamo che l’inglese insegnato all’università resti confinato entro le mura delle aule accademiche, il professor Canagarajah dallo Sri Lanka, stamattina, a Cagliari, ha suggerito quale strada percorrere. Agli studenti e agli insegnanti ora il compito di scegliere quali devono essere i propri limiti.


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