Lavoratori sanitari statunitensi in lotta
par Ezio Boero
mercoledì 22 ottobre 2025
Il 18 ottobre, con la nuova edizione di No Kings ("Non vogliamo re" negli Stati Uniti), sette milioni di persone sono scese in strada per difendere la democrazia, partecipando a 2.700 manifestazioni in tutti i 50 Stati dell'Unione.
Nel contempo, lo shutdown del governo Trump costringe centinaia di migliaia di famiglie di dipendenti federali a restare senza retribuzione, blocca molti servizi essenziali per la popolazione e prevede altri tagli alla sanità, mentre agenti mascherati dell'ICE (la polizia anti-immigrati) occupano città alla ricerca di persone senza documenti.
In questo grave contesto politico-sociale, il movimento sindacale statunitense ha ottenuto una delle sue più grandi vittorie degli ultimi decenni: ben 32.000 assistenti domiciliari del Michigan hanno contemporaneamente approvato, col 73% dei voti, la loro adesione al sindacato SEIU Healthcare. Affiliato alla federazione AFL-CIO (che coi suoi 70 sindacati, ha 15 milioni di aderenti, al lavoro e pensionati), SEIU (Service Employees International Union), coi suoi 2 milioni di iscritti, è uno delle più grandi Union degli USA. E' stata, fin dalla nascita, un'organizzazione che includeva donne e uomini e tutte le etnie, in tempi, nei primi decenni del secolo scorso, in cui non tutti i sindacati lo facevano. Oggi le sue due cariche nazionali più importanti sono ricoperte da donne.
La vittoria sindacale del Michigan è avvenuta con la ripresa dell'iniziativa dal 2023, favorita dal ritorno di una governatrice del Partito Democratico; a 13 anni da quando l'ex governatore dello Stato, del Partito Repubblicano, aveva introdotto una cosiddetta legislazione sul “diritto al lavoro” (tipica degli Stati a conduzione repubblicana) che aveva cancellato i diritti sindacali dei dipendenti pubblici e il loro contratto collettivo.
La vicenda delle assistenti a domicilio del Michigan si svolge in un periodo in cui ritornano le tradizionali difficoltà del movimento sindacale. Bloccato al 10% di iscrizioni della forza lavoro (ma solo il 6% nel lavoro del settore privato), si trova ora nuovamente contrastato da un governo, quello di Trump, contrario all'organizzazione sindacale. Appena insediato, Trump ha, di fatto, paralizzato il ruolo dell'agenzia federale NLRB, che, istituita negli anni Trenta dal New Deal di F.D.Roosevelt, deve garantire la possibilità di organizzazione collettiva delle lavoratrici e dei lavoratori e intervenire quando essa è ostacolata.
Durante l'amministrazione Biden, il NLRB ha potuto spesso svolgere il lavoro suddetto, per cui è stato istituito, sebbene non abbia la possibilità di affibbiare multe ai comportamenti antisindacali. Ma oggi la sindacalizzazione è nuovamente un percorso ad ostacoli: quando i lavoratori raccolgono le firme pro-sindacato nel proprio posto di lavoro (è necessario raggiungere quelle del 30% degli addetti) e quando poi si va a votare segretamente (è necessaria la maggioranza dei voti), quasi sempre il padronato impiega grandi risorse in union busting (contrasto del Sindacato), appaltato spesso ad aziende specializzate. Anche quando il Sindacato è "certificato", per stipulare poi un contratto di lavoro, sono necessari mesi per arrivare alla firma di un accordo (lo dimostra in caso della sindacalizzazione in corso delle caffetterie Starbucks negli USA). E la melina padronale cerca spesso la decadenza del "diritto" a trattare, che scatta dopo un anno, per poterlo cancellare con una nuova votazione di segno contrario.
Gli assistenti domiciliari del Michigan, che hanno raggiunto il primo scalino della procedura (il voto per aderire a un sindacato), sono prevalentemente donne, recenti immigrati e persone di colore. Forniscono un supporto importantissimo per anziani e persone con disabilità, attraverso un'assistenza quotidiana a domicilio, vitale per gli assistiti. E anche un aiuto alla mobilità. Facendo sì che migliaia di persone possano vivere in modo relativamente indipendente e non essere costrette al ricovero. Nonostante il loro ruolo essenziale, la maggior parte di loro guadagna solo 15,88 dollari l'ora, e non ha, o sono carenti, benefici sanitari e pensionistici (come è noto, negli USA non esiste un servizio sanitario pubblico generalizzato ma solo forme di sostegno per la fascia povera della popolazione, peraltro ridotte ora da Trump).
La più grande vittoria elettorale del sindacato nel Midwest da quando i lavoratori delle auto si erano organizzati negli anni ’40 del secolo scorso ha un duplice obiettivo: proteggere la copertura sanitaria Medicaid per i meno abbienti, ora ripetutamente attaccata dall’amministrazione Trump, difendere le necessarie infrastrutture sanitarie sul territorio, e stipulare un contratto sindacale che valorizzi il ruolo di addetti, notevolmente insufficienti come numero, ora sottopagati e sottovalutati.
La vittoria della sindacalizzazione nel Michigan giunge al centro di un'ondata di nuova ondata di organizzazione degli operatori sanitari e assistenziali in tutto il Nord America. E la mobilitazione è già iniziata con uno dei più grandi scioperi sanitari della recente storia degli Stati Uniti: 46.000 operatori sanitari del consorzio sanitario Kaiser Permanente hanno iniziato a scioperare per 5 giorni consecutivi, da martedì 14 ottobre, in 500 sedi dell'impresa di California, Oregon, Hawaii e Southwest Washington a cui fanno riferimento 12,6 milioni di assicurati a livello nazionale. Infermieri, farmacisti, ostetriche e terapisti di riabilitazione richiedono un nuovo contratto che fornisca loro salari di sussistenza e, soprattutto, adeguati livelli di personale, necessari per garantire la sicurezza dei pazienti e risultati positivi per la salute. La richiesta è un aumento salariale del 25% in quattro anni, per recuperare anni di salari che non riescono a tenere il passo con l'inflazione, soprattutto negli Stati, assai cari, della costa del Pacifico. Le retribuzioni in Kaiser Permanente sono pure minori rispetto a quelle di istituzioni sanitarie concorrenti, con relativo esodo di personale,
Lo sciopero è organizzato da United Nurses Associations of California/Union of Health Care Professionals (UNAC/UHCP) e da un'alleanza di decine di sindacati Kaiser. Ciò evidenzia la storica divisione del mondo sindacale statunitense, obbligato dalla normativa a contratti che, se va bene, sono aziendali ma solitamente sono di singola sede o mansione; contratti firmati da un solo sindacato e dunque funestati, soprattutto nel passato, da una concorrenza tra le Union alla ricerca dell'ingresso in un posto di lavoro.
La controproposta di Kaiser, del 21,5% in quattro anni, è vista dai lavoratori come un insulto, anche e soprattutto di fronte alla retribuzione indecente di un amministratore delegato che, come accade negli USA non solo a lui in quella posizione, porta a casa 7.211 dollari all'ora, e ai 66 miliardi di dollari di riserve detenute dall'impresa, cresciute del 50% negli ultimi quattro anni.
Fonti principali:
Nearly 32,000 Michigan home care workers unionize with SEIU Healthcare in historic win, UNI Global Union, 10.10
C.Harrison, Michigan home care workers win historic union vote - 46,000 healthcare workers demand fair wages and safe staffing, People's World, 10 e 16.10