La vicenda Open Arms fa ancora paura alla destra
par Mario Barbato
venerdì 25 luglio 2025
Matteo Salvini è di nuovo nel mirino della giustizia. La Procura di Palermo ha fatto ricorso in Cassazione contro l’assoluzione del capo della Lega nel processo Open Arms.
Il leader del Carroccio-ricordiamolo-quando era ministro dell’Interno aveva vietato lo sbarco a un centinaio di migranti ed era finito sotto processo per sequestro di persona. E’ stato assolto e credeva che la cosa si fosse chiusa qui, ma si è sbagliato.
Naturalmente, come era logico aspettarsi, oltre ai messaggi di solidarietà giunti da alleati di governo e dai premier esteri che con Salvini condividono la politica xenofoba, i media piegati al regime hanno subito fatto la voce grossa. Un esempio è stato Alessandro Sallusti il quale nel suo giornale ha scritto: "I magistrati che hanno assolto Salvini vengono accusati dai loro stessi colleghi di non conoscere il diritto. O peggio, di aver agito in malafede... coprendo così di ridicolo loro stessi e tutta la giustizia italiana. ... Se la Cassazione darà ragione ai pm, allora significa che a Palermo ci sono giudici da cacciare perché incompetenti. Se darà torto ai pm, allora saranno loro a doversi dimettere per aver abusato della giustizia a fini ideologici".
Le accuse sollevate da Sallusti saranno buone per fare propaganda politica, ma non servono a nulla in fase giuridica, perché spetta alla Cassazione e non a un giornale capire se il processo contro Salvini dovrà rifarsi o meno. Sallusti però non ci perda il sonno, visto che solo in casi rari la Cassazione ha ribaltato le sentenze emesse in precedenza. La possibilità che la Cassazione decreti un nuovo processo contro Salvini è molto bassa, quindi non si capisce questa alzata di scudi dei media che anziché informare l’opinione pubblica si mettono a fare propaganda squallida e indecorosa. Evidentemente Sallusti è uno di quelli che hanno perso di vista la missione del giornalismo: fare il cane da guardia del potere e non fare il cane servo del potere.
Stando a quanto farnetica Sallusti, se la Cassazione dovesse decidere per un nuovo processo contro Salvini, sarebbe da cacciare perché composta da giudici incompetenti? E che ne sa Sallusti di diritto penale per stabilire chi è competente e chi meno? Se invece la Cassazione dovesse respingere la richiesta di un nuovo processo, sarebbero da cacciare i pubblici ministeri che si sono permessi di seguire la legge che concede la possibilità di fare ricorso contro assoluzioni non del tutto comprensibili? Insomma, sembra proprio che alcuni giornalisti non si limitano a fare i servitori dei partiti, ma arrivano addirittura a sostituirsi ai magistrati, stabilendo cosa un giudice deve fare e cosa non deve fare; chi deve assolvere e chi no.
Forse qualcuno dovrebbe ricordare ad Alessandro Sallusti che si eleva a garantista della destra, per poi trasformarsi in forcaiolo della sinistra, che fu proprio lui, in passato, a dire che una persona può essere giudicata colpevole solo alla fine del giudizio. E visto che lui è garantista, allora perché non accetta che Salvini, come ogni comune cittadino che abita questo Paese consegnato in mani sbagliate, possa essere assolto in primo grado e poi riprocessato perché la parte offesa si oppone all’assoluzione? Un’assoluzione può essere definitiva e impugnabile solo alla fine del terzo grado di giudizio. E Salvini a quel terzo grado non ci è ancora arrivato.