La scelta impossibile
par emanuele mazza
domenica 30 agosto 2009
Ho l’impressione che gli articoli utilizzati in questi giorni da alcuni quotidiani per attaccare la Chiesa a difesa del proprio editore di riferimento, si basino su un semplice e molto cattolico assioma: chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Una volta che il lettore abbia digerito e approvato tale concetto, è sufficiente far venire alla luce veri o presunti peccati di qualunque natura e gravità dei sopracitati lapidatori per screditarli, tacciarli di ipocrisia, e applicare loro l’etichetta di chi “predica bene ma razzola male”.
Niente di nuovo per carità, in paesi diversi si direbbe “if you cannot shoot the message, shoot the messenger”; mi pare però che seguendo la linea di questo ragionamento in un paese come l’Italia si arrivi a quella scelta impossibile che fa capolino nel titolo.
Ecco come.
In Italia essere onesti, comportarsi da cittadini responsabili, rispettare le leggi è estremamente faticoso in quanto non solo la punizione per chi non lo fa è spesso incerta nei modi e nei tempi, e quando arriva è spesso inadeguata nella sostanza; ma soprattutto perchè il premio per chi invece lo fa è invece praticamente sempre nullo.
Si tratta di un sistema punitivo che basa la sua efficacia solo sulla efficienza della punizione nei confronti di chi non ne segue le regole, e in nessuna misura sulla premiazione del comportamento virtuoso.
Si tratta di un sistema punitivo che basa la sua efficacia solo sulla efficienza della punizione nei confronti di chi non ne segue le regole, e in nessuna misura sulla premiazione del comportamento virtuoso.
Per dimostrare il mio punto, mi soffermo solo su uno dei tanti esempi possibili: chi non può o non vuole evadere il fisco viene punito con una tassazione a livelli altissimi non controbilanciata da nessun incentivo sostanziale magari legato alla famiglia (quoziente familiare anyone?); chi invece puo e vuole evadere viene premiato con frequenti possibilità di regolarizzare la sua posizione pagando molto meno di quanto avrebbe dovuto (scudo fiscale anyone?).
A quanto sopra si aggiunge un corollario non secondario: visto che a comportarsi bene si rimane cornuti e mazziati la logica correlazione che segue nel pensare comune è: cittadino onesto = persona dotata di scarsa intelligenza (per usare un eufemismo). In fondo chi se non una persona non esattamente brillante dal punto di vista intellettivo persisterebbe in un comportamento che lo danneggia senza fornirgli una adeguata contropartita?
Quanto in Italia i furbi siano circondati da un alone di saggezza, rispettabilità e invidia non lo scopro certamente io ora.
Tornando alla scelta impossibile, la prima opzione disponibile è appunto persona dotata di scarsa intelligenza.
Poichè essere integralmente, completamente, assolutamente onesti è molto faticoso e assolutamente non premiante, è assai probabile che alcune persone si sentano legittimate a commettere prima o poi qualche trasgressione piu o meno veniale alle regole; in cuor loro essa viene giustificata come una sorta di contropartita personale per il diasagio da sopportare per il voler rimanere comunque ligi alle regole fondmentali di una vita sociale sostenibile.
Anche in questo caso non credo che gli esempi manchino: mi limito a “non pago questa multa perchè sono rimasto qui solo pochi minuti, e poi tanto i vigili sono solo dei distributori di contravvenzioni” e a “non pago il canone della RAI perchè aumenta senza che la qualità delle trasmissioni aumenti, e poi hanno anche loro la pubblicità come gli altri”.
Cosa succede se applichiamo a queste persone l’assioma iniziale del “chi è senza peccato scagli la prima pietra”? Scopriamo che queste persone avrebbero perso il diritto di criticare persone e avvenimenti che ritengono sbagliati o contrari al loro modo di pensare, in quanto anche loro in fondo hanno il loro scheletro nell’armadio. Se insistono a esercitare il loro diritto di critica sono tutt’al piu dei falsi moralisti, ipocriti che pretendono la perfezione dagli altri ma sono molto piu indulgenti con se stessi e con i loro comportamenti.
Durante le settimane della vicenda Noemi discutendo con amici e colleghi, mi è capitato spesso di vedere come chi avesse una posizione di critica del comportamento del Presidente del Consiglio venisse apostrofato con frasi del tipo “Ma perchè tu una scappatella no? O una amica di cui tua moglie non sa niente?“ (traduzione: non fare il moralista, anche tu ti sei comportato cosi) o del tipo “Si vede che non sei mai riuscito a farti l’amante, altrimenti ragioneresti in modo diverso“ (traduzione: dai buoni consigli perchè non puoi dare cattivi esempi).
La seconda opzione della scelta impossibile è dunque persona senza diritto di critica.
Per cui tirate le somme preferite essere una persona dotata di scarsa intelligenza o una persona senza diritto di critica?
Tertium non datur, a ciascuno l’ardua risposta.