La reputazione di Trump e degli USA in calo precipitoso
par Pressenza - International Press Agency
giovedì 2 luglio 2026
Recenti sondaggi mostrano che la maggior parte degli statunitensi non crede al ‘MAGA-dream’ e che l’opinione pubblica di 36 nazioni, in particolare europee e tra cui l’Italia, considera inaffidabili la grande potenza americana e il suo 47º presidente.
(Foto di https://www.facebook.com/TrumpTowerNY/)
Il prossimo 4 luglio gli USA celebreranno il 250° anniversario dell’indipendenza delle colonie inglesi dalla sudditanza all’impero britannico e della nascita della prima democrazia moderna, la nazione fondata sui principi enunciati nella celebre dichiarazione:
Quando nel corso di eventi umani sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto a un altro popolo e assuma tra le potenze della terra lo stato di potenza separata e uguale a cui le Leggi della Natura e del Dio della Natura gli danno diritto, un conveniente riguardo alle opinioni dell’umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto alla secessione. Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e il perseguimento della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità…
Il sondaggio effettuato in questo periodo dal Pew Research Center per misurare il consenso dei governati per il proprio governo ha rilevato che “il popolo americano è di cattivo umore” perché i cittadini degli USA non si sentono sicuri, non sono felici e “hanno perso fiducia gli uni negli altri e nelle istituzioni, tra cui il governo federale, entrambi i principali partiti politici, i media tradizionali e le università”.
La maggior parte degli intervistati “ha dichiarato di essere insoddisfatta dell’andamento degli Stati Uniti e di ritenere che i giorni migliori della nazione siano ormai alle spalle” e i giovani “hanno una visione più pessimistica degli adulti più anziani”.
Nessuna di queste notizie è una novità, anzi: “da oltre vent’anni il numero di americani che esprimono insoddisfazione per la direzione intrapresa dal Paese è superiore a quello di coloro che si dichiarano soddisfatti”.
Il problema che, ovviamente, il 4 luglio prossimo Trump eluderà di affrontare in ogni modo possibile è che la disillusione per il ‘sogno americano’ non è stata sconfitta dalle sue MAGA-ambizioni…
E subito dopo la celebrazione della festa nazionale comincerà la sfida delle elezioni autunnali, in cui Trump si trova costretto a confrontarsi con molti avversari da ogni parte, anche la ‘sua’: il sondaggio infatti ha riscontrato che “repubblicani e democratici esprimono opinioni simili su alcune questioni”. In particolare, la maggior parte di loro è convinta che in futuro la loro nazione “sarà più divisa politicamente di quanto non lo sia oggi” e che “il sistema di governo statunitense funzionerà peggio di quanto non funzioni oggi”.
Con un altro sondaggio, pubblicato il 10 giugno, gli analisti del Pew Research Center avevano rilevato che “circa 7 adulti statunitensi su dieci affermano di essere insoddisfatti del funzionamento della democrazia nel proprio Paese”.
Con questa indagine erano stati intervistati cittadini delle 16 nazioni più ricche del mondo ed è stato riscontato che mediamente “il 45% si dichiara soddisfatto” e, viceversa, “il 54% di loro si dichiara insoddisfatto del funzionamento della propria democrazia”.
Ai poli della classifica ci sono la Svezia, dove circa tre quarti dei cittadini (76%) è soddisfatto, e la Grecia, in cui “circa tre greci su quattro (77%) sono insoddisfatti” del funzionamento delle rispettive democrazie.
In Italia, posizionata all’11° posto, dopo Ungheria e prima di Israele, è scontento il 62% dei cittadini.
Negli USA, penultimi della graduatoria, contenti e insoddisfatti sono rispettivamente il 30% e il 69%.
Poi il 23 giugno il Pew Research Center ha divulgato gli esiti del sondaggio effettuato per misurare quanto Trump e gli USA siano simpatici ai cittadini di 36 nazioni, tra cui anche l’Italia.
I dati mostrano che “la fiducia in Trump è diminuita rispetto all’anno scorso” e, in particolare, lui in persona riceve “valutazioni negative per la sua gestione di questioni chiave di politica estera, tra cui i dazi doganali, Gaza, l’Iran, la Groenlandia e la guerra tra Russia e Ucraina”.
Parallelamente “sempre meno persone considerano gli Stati Uniti un partner affidabile”.
I ricercatori del Pew Research Center hanno osservato che la percentuale dei cittadini di 36 nazioni che considerano gli Stati Uniti un partner affidabile “è diminuita drasticamente rispetto a quando abbiamo posto questa domanda l’ultima volta, nel 2022, durante la presidenza di Joe Biden”.
Gli analisti hanno evidenziato “cali a doppia cifra in Indonesia, Italia, Nigeria, Sudafrica, Corea del Sud e Turchia” e che “il punteggio più alto di opinioni favorevoli proviene da Israele” mentre i valori più bassi “si registrano tra le popolazioni a maggioranza musulmana, come malesi, pakistani, turchi e palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme Est (non è stato possibile condurre il sondaggio a Gaza)”.
Mediamente soltanto il 35% degli intervistati ritiene che “gli Stati Uniti contribuiscano alla pace e alla stabilità nel mondo” e il calo di fiducia nella grande potenza è stato riscontrato “a fronte di crescenti preoccupazioni sulla sua politica estera e sulla salute della sua democrazia”.
“I nostri sondaggi degli ultimi anni hanno rilevato le preoccupazioni sullo stato di salute della democrazia negli USA che sono diffuse in molte parti del mondo – hanno annotato gli analisti del Pew Research Center – La nuova indagine mostra che a livello globale ampie fasce di popolazione non credono più che gli Stati Uniti rispettino la libertà delle persone. In 36 nazioni mediamente il 39% degli intervistati afferma che il governo statunitense rispetta le libertà personali dei suoi cittadini, mentre il 56% afferma il contrario”.
PEW RESEARCH CENTER / 2026:
- 10 giugno – Americans are more dissatisfied with how their democracy is working than people in other high-income countries
- 12 giugno – On the Country’s 250th Anniversary, the American People Are in a Sour Mood
- 23 giugno – Trump Gets Negative Reviews Internationally as Fewer Say U.S. Is a Reliable Partner