La ragazza emancipata
par l’incarcerato
lunedì 9 agosto 2010
Dedico questo scritto a te, ragazza che ti senti brutta e invece sei semplicemente te stessa, e che ti vedi scavalcare da quelle ragazze che ai colloqui si presentano con una scollatura dove risulta difficile per un uomo guardarle negli occhi.
E molti di noi uomini siamo così cretini e superficiali che l’assumiamo subito, magari per trascorrere dei piacevoli momenti. Non si sa mai!
A te ragazza dolce e timida che arrossisci come un educanda del settecento ad ogni sguardo e ad ogni complimento, e poi ti accorgi che fare così non ti porta da nessuna parte e ti senti diversa.
A te, ragazza che se risulti sposata o che convivi, molti non ti prendono a lavorare perchè potresti rimanere incinta. E guai se accade, potresti perdere il lavoro che lo chiamano flessibile. E la flessibilità è solo da parte tua.
A te ragazza che studi una vita recitazione, ti laurei al Dams, sai recitare anche bene ma ti vedi scavalcata dalle galline del Grande Fratello o da quelle provenienti dalle pessime trasmissioni della De Filippi.
A te ragazza che decidi di entrare in politica, sei anche in gamba e veramente hai le carte giuste per fare il Ministro, ma poi ti vedi scavalcare dalle veline come la Carfagna, dalle laureate facilitate come la Gelmini, dalle lecchine del Tiranno come la Brambilla. E tutte e tre non riescono nemmeno a fare una mente.
A te ragazza che provieni da terre lontane e per lavorare alcuni datori di lavoro chiedono in cambio prestazioni sessuali. E se va male vieni schiavizzata e vai a battere in strada. E poi senti i commenti degli Italiani che dicono che voi rumene, albanesi, africane, siete tutte puttane.
A te ragazza del terzo millennio, che sei ritornata tremendamente all’era del peggior maschilismo, dove addirittura se abortisci vieni giudicata, se divorzi e provi a rifarti una vita oppure frequentare altre persone, vieni considerata una poco di buono.
E se vieni violentata, hai paura a denunciare. Ti vergogni nonostante non sia colpa tua. E guai se indossavi i jans, perchè in una sentenza secondo i giudici "l’indumento non è sfilabile senza la fattiva collaborazione di chi lo indossa".
A te ragazza che subisci i soprusi dal marito e riesce a manipolarti, ad alienarti completamente e dopo tanti anni non riesci più a liberartene perchè diventi un oggetto da possedere e rimarrai per sempre posseduta.
A te ragazza filippina che sei stata ammazzata selvaggiamente da un pugile perchè era stato lasciato dalla propria ragazza. E tu sei capitata li per caso, e perché avevi la "colpa" di essere una donna.
A te ragazza "emancipata" e che invece sei ritornata alla mercificazione del tuo corpo dove anche per un dentifricio ti mettono seminuda per reclamizzarlo, ti posso solo dire che questa società è decaduta. E si vede anche e soprattutto guardando la tua condizione di essere donna.
E molti di noi uomini siamo così cretini e superficiali che l’assumiamo subito, magari per trascorrere dei piacevoli momenti. Non si sa mai!
A te ragazza dolce e timida che arrossisci come un educanda del settecento ad ogni sguardo e ad ogni complimento, e poi ti accorgi che fare così non ti porta da nessuna parte e ti senti diversa.
A te, ragazza che se risulti sposata o che convivi, molti non ti prendono a lavorare perchè potresti rimanere incinta. E guai se accade, potresti perdere il lavoro che lo chiamano flessibile. E la flessibilità è solo da parte tua.
A te ragazza che studi una vita recitazione, ti laurei al Dams, sai recitare anche bene ma ti vedi scavalcata dalle galline del Grande Fratello o da quelle provenienti dalle pessime trasmissioni della De Filippi.
A te ragazza che decidi di entrare in politica, sei anche in gamba e veramente hai le carte giuste per fare il Ministro, ma poi ti vedi scavalcare dalle veline come la Carfagna, dalle laureate facilitate come la Gelmini, dalle lecchine del Tiranno come la Brambilla. E tutte e tre non riescono nemmeno a fare una mente.
A te ragazza che provieni da terre lontane e per lavorare alcuni datori di lavoro chiedono in cambio prestazioni sessuali. E se va male vieni schiavizzata e vai a battere in strada. E poi senti i commenti degli Italiani che dicono che voi rumene, albanesi, africane, siete tutte puttane.
A te ragazza del terzo millennio, che sei ritornata tremendamente all’era del peggior maschilismo, dove addirittura se abortisci vieni giudicata, se divorzi e provi a rifarti una vita oppure frequentare altre persone, vieni considerata una poco di buono.
E se vieni violentata, hai paura a denunciare. Ti vergogni nonostante non sia colpa tua. E guai se indossavi i jans, perchè in una sentenza secondo i giudici "l’indumento non è sfilabile senza la fattiva collaborazione di chi lo indossa".
A te ragazza che subisci i soprusi dal marito e riesce a manipolarti, ad alienarti completamente e dopo tanti anni non riesci più a liberartene perchè diventi un oggetto da possedere e rimarrai per sempre posseduta.
A te ragazza filippina che sei stata ammazzata selvaggiamente da un pugile perchè era stato lasciato dalla propria ragazza. E tu sei capitata li per caso, e perché avevi la "colpa" di essere una donna.
A te ragazza "emancipata" e che invece sei ritornata alla mercificazione del tuo corpo dove anche per un dentifricio ti mettono seminuda per reclamizzarlo, ti posso solo dire che questa società è decaduta. E si vede anche e soprattutto guardando la tua condizione di essere donna.