La nostra esistenza tra una scatola e l’altra
par Yvan Rettore
giovedì 22 ottobre 2026
L'uomo moderno trascorre la maggior parte della propria esistenza dentro delle scatole
UN PASSAGGIO QUOTIDIANO DA UNA SCATOLA ALL'ALTRA
In una giornata, dorme in media dalle 8 alle 10 ore in un appartamento o in una casa, lavora altre 8 o 10 ore in un ufficio, negozio o capannone, va a fare la spesa nei supermercati o centri commerciali e via discorrendo.
Pure i bambini non sfuggono a tale fenomeno, dato che passano parecchio del loro tempo all'interno di plessi scolastici.
Perfino quando si spostano, gli esseri umani lo fanno ricorrendo a "scatole": auto, treni, autobus, ecc...
UN RAPPORTO STRIMINZITO E SPORADICO CON LA NATURA
Alla fine della fiera, il nostro essere in natura (in mezzo agli alberi, nei prati, nei campi, nelle praterie...in tutto ciò che c'è di bello e meraviglioso che c'è su questo pianeta) si riduce a qualche sporadica scampagnata o giri in bicicletta.
Molto poco, probabilmente troppo poco per ricordarci che noi apparteniamo proprio a tutto quello che si colloca all'esterno delle nostre "scatole" quotidiane.
Se è vero che tali elementi consentono alle persone di godere di determinate comodità, di salvaguardarci dalle intemperie climatiche, dal freddo e dal caldo, è altresì palese che spersonalizza notevolmente l'essenza del nostro essere in natura.
LIBERARCI DALLE SCATOLE QUOTIDIANE
Le società nomadi o tribali e la civiltà contadina non presentano tali caratteristiche del "vivere in scatola" gran parte della giornata, perché la vita comunitaria trascende la necessità di ricorrere a simili estremi restrittivi nell'uso dello spazio circostante.
Benché, soprattutto in Occidente, non si possa minimamente immaginare di tornare a vivere in simili contesti sociali e culturali, sarebbe comunque utile quanto salutare cercare di costruire sempre più occasioni e momenti in cui uscire da simili "scatole".
Questo onde poter mantenere vivo un rapporto con l'insieme a cui apparteniamo e da cui proveniamo.
Prof. Ivan Rettore