La modestia nel fallimento

par Damiano Mazzotti
mercoledì 26 agosto 2026

"Elogio del fallimento. Quattro lezioni di umiltà", è un testo che nonostante gli argoment trattati, risulta abilmente interessante e scorrevole (il Saggiatore, 2023, 311 pagine, euro 24).

Indubbiamente le persone "sono fondamentalmente creature portate per la narrazione. Le nostre vite assumono la forma delle storie che raccontiamo; man mano che ne cambiamo la trama, prendono questa o quella direzione. Sono queste storie ciò che da coerenza, un verso e una fisionomia unica alla nostra esistenza". Infatti "nessuna storia può essere raccontata esattamente nello stesso modo per due volte. Anche la minima modifica nel ritmo e della dizione crea una storia diversa. Un'altra persona (p. 301). Tutto scorre, tutto cambia. Più o meno lentamente. Tutti noi rimaniamo la stessa persona, anche quando cambiamo e invecchiamo.

Il famoso ex avvocato Gandhi, "non ha mai esitato a parlare di sé" e la sua autonarrazione è durata l'intera vita. Infatti, giunto intorno alla metà della sua originale carriera, "Gandhi pubblicò un'ampia biografia, per essere sicuro che circolasse una "versione autorizzata" dei suoi esperimenti nell'ambito del fallimento". Probabilmente si vantava dei propri errori, proprio perché da quei particolari errori imparava delle cose molto importanti.

Gandhi visse in un momento di passaggio nella storia dell'India, e nonostante i suoi numerosi impegni, "trovava sempre tempo per incontrare reporter e giornalisti, che soltanto di rado non riusciva a intrattenere" (p. 304). Indubbiamente l'ex avvocato indiano, era decisamente portato a diventare un grandissimo comunicatore.

La vita di Simone Weil è esposta in maniera approfondita e illuminante. Per nostra fortuna ci ha lasciato una generosa autobiografia filosofica e spirituale. La filosofa francese "si era anche circondata di amici che erano degli abili narratori, come se istintivamente sapesse che un giorno, quando sarebbe stato necessario ricostruire la sua insolita biografia per renderla di pubblico dominio, le loro doti narrative sarebbero risultate utili" (p. 303). E questa è stata la nostra grande fortuna.

Facendo un piccolo viaggio nella storia occidentale, si può anche parlare del grande coinvolgimento in politica, e dei tanti impegni in società, del filosofo Seneca. Così "Ne risulta che il personaggio letterario di Seneca è più coerente e convincente, più autentico e degno di fiducia di Seneca come persona" (p. 305). La vita reale e ben diversa dalla vita letteraria. E questo fatto inequivocabile, vale più o meno per tutti gli autori.

In definitiva l'umiltà è la vera essenza delle persone più energiche e incisive. Ma purtroppo, l'umiltà, è "una delle storie più difficili da raccontare" (p. 303). Più le persone sono complesse, più difficile risulta la loro comprensione. E quando si cerca "di raggiungere l'umiltà, niente è semplice" (p. 305).

 

Costica Bradatan è nato nel 1971 in Romania, ed è un filosofo romeno-americano che insegna Studi umanistici alla Texas Tech University. Inoltre è anche professore onorario in Filosofia in Australia.

Olimpia Ellero è nata nel 1977 a Roma e svolge l'attività di editor e traduttrice.

 

Nota illuminante - "Raccontare una storia è un istinto basilare dell'essere umano come mangiare... le storie sono ciò che rende la vita degna di essere vissuta" (Richard Kearney, filosofo irlandese, epilogo).

Nota finale - La "connessione della vita", come veniva chiamata dal filosofo Wilhelm Dilthey, è data dal fatto che "Le storie che raccontiamo sulla nostra vita sono talvolta più importanti della vita stessa. Sono ciò che tiene insieme la vita e la rende quello che è: la nostra vita" (p. 302).


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