La foto della bambina siriana e del poliziotto. Il cuore in un biscotto

par Enrico Campofreda
sabato 12 settembre 2015

Il cuore e la Ragion di Stato, s’incontrano sulla ferrovia nei pressi di Szeged, Ungheria. Nazione ormai fatta di filo spinato e poliziotti. Ligi, attenti, severi come da ordini superiori che hanno detto no all’arrivo della fiumana di migranti della guerra e della fame. Poi sì, ma con riserva fino al 15 settembre quando il leader e nuovo padrone del Paese ordinerà di richiudere ogni varco. Intanto uomini, donne e bambini, cercatori di rifugio, varcano e vagano finché possono, sognando un’altra vita che si chiami Germania, Merkel, Svezia, Europa… Nomi più che luoghi e personaggi politici. Possibilità d’avere un domani di fronte al nulla del limbo in cui il destino li ha spinti.

E’ già autunno inoltrato nel ventre del continente che li accoglie e li respinge, pianificando cosa fare, cosa conviene alla macroeconomia e alle strategie geopolitiche. Ciascun rifugiato, i bambini su tutti, ha poco con sé perché il viaggio non permetteva di portarsi qualcosa in più: un maglione, un k-way, scarpe adeguate a una meteorologia differente dal tepore Mediorientale. Oppure la solidarietà dei teneri e compassionevoli, secondo altri programmatori del business dell’accoglienza, ha offerto un giacchino, coloratissimo.

Quello giallo shock su un corpicino fermo a lato delle traversine dei binari, tende un biscotto a un agente che stupito schiva l’offerta. Forse vorrebbe riceverlo, però la divisa, i colleghi, il capo manipolo, Orbán stesso l’avrebbero redarguito. Così cerca di cavarsela con una smorfia imbarazzata. Egualmente imbarazzati altri agenti mascherati osservano oppure guardano altrove. Un comportamento che l’establishment occidentale e i suoi elettori attuano da tempo verso drammi cresciuti esponenzialmente, come i conflitti internazionali, che vengono ignorati o fomentati, per poi stupirsi della marea umana che “invade” i nostri confini e ci tende la mano. In tanti casi non solo per prendere, ma per offrire spontaneamente quel che può dare.

Enrico Campofreda, 12 settembre 2015

articolo pubblicato su http://enricocampofreda.blogspot.it

 


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