La fortezza artificiale nel nostro futuro sorvegliato
par Damiano Mazzotti
martedì 24 febbraio 2026
Fabio Chiusi è un professionista che ha pubblicato un ricco saggio sulla società sempre più tecnologizzata: "La fortezza automatica. Se l'IA decide chi può varcare i confini" (Bollati Boringhieri, 2025, 191 pagine, euro 14).
Nei prossimi anni, "Grazie alle più avanzate forme di riconoscimento biometrico, i controlli di frontiera diverranno perfettamente sicuri e insieme istantanei, le code in porti e aeroporti il ricordo lontano di un'epoca passata" (introduzione). Ma i controlli esterni abitueranno piano piano i cittadini anche ai controlli interni.
E "Come si incrina un impero automatico della paura che sembra godere dei favori, o quantomeno dell'accettazione indifferente, di ampi settori della popolazione? E come si organizza l'opposizione a un regime egemone, tanto da aver colonizzato perfino le idee dei suoi oppositori politici?" (p. 149). Sicuramente le relazioni dei cittadini e delle persone che siedono in posizioni di potere (pubbliche e private), stanno diventano sempre più intense e intrecciate, grazie alle reti artificiali.
Sarà l'intelligenza artificiale alimentata dagli algoritmi a stabilire chi potra partire e chi "merita il privilegio di una mobilità ininterrotta. E basterà uno smartphone - con tutta la vita che contiene - per avere in tasca un piccolo muro portatile, capace di fermare un viaggio prima ancora che possa cominciare" (p. 11). Il nostro legame con il telefono cellulare diventerà sempre più vincolante.
In sintesi si può affermare che la vita di ogni persona verrà "Ridotta a un insieme di data point, l'esistenza di ogni persona in movimento - richiedente asilo o viaggiatore, migrante o turista - diventa ostaggio di sistemi algoritmici di valutazione del rischio", con sistemi di automazione intelligente indipendenti. Si tratta perciò di un controllo centralizzato, probabilmente sempre meno democratico.
Servirebbe quindi "un mutamento radicale, nel modo in cui concepiamo la tecnologia nel contesto della mobilità e delle migrazioni" (p. 151). La sorveglianza sarà molto più accurata e, purtroppo, anche più personalizzata. Forse non esiste "un'opposizione insanabile tra riforma e rivoluzione dell'esistente. Al contrario, ciò che qui si sostiene è che i due modi di darsi della protesta possono integrarsi, salvandosi vicendevolmente" (p. 150). Meglio risultare ottimisti.
A quanto pare, "Sarà l'intelligenza artificiale con i suoi magici poteri a preservare, come un guardiano severo e instancabile [e implacabile], l'Occidente e la sua presunta superiorità, tenendoci al riparo dalla barbarie che sempre spinge alle porte per invaderci" (p. 148). Ma si offre ai veri controllori uno strumento potentissimo per controllare tutto e tutti.
In questi ultimi anni si stanno creando dei sistemi automatizzati "per scandagliare in tempo reale i contenuti prodotti dal viaggiatore sui social media e sul web, a caccia di "indicatori di rischio"; e "per confrontare i dati ottenuti con quelli presenti in svariati altri database dell'Unione Europea" (p. 28). Tutto o quasi tutto, risulterà controllabile. Dalla politica e dalle figure occulte che operano al di fuori della politica (servizi segreti).
Per nostra grande fortuna serviranno ancora alcuni anni per implementare bene i vari controlli. Possiamo così valutare meglio l'importanza del nostro diritto di sapere. Di sapere anche perchè le telecamere pubbliche sono già presenti nelle strade principali dei piccoli centri abitati, lontano da semafori e da incroci.
Fabio Chiusi è nato a Udine nel 1980 e svolge le attività di giornalista, di ricercatore e di professore aggiunto. Si occupa di nuove tecnologie e di Intelligenza Artificiale. Lavora anche per la società no profit AlgorithmWatch di Berlino. Ha scritto per alcune testate in Italia e nel mondo, e sviluppa corsi su intelligenza artificiale e giornalismo presso l'Università di San Marino e presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha pubblicato vari saggi.
Nota - Sicuramente, "Smontare la nostra delega in bianco alla tecnologia e all'IA è il modo in cui questo libro si propone di contribuire a riuscirci" (introduzione, p. 16). Alcuni algoritmi diventeranno i nostri sorveglianti?
Nota europea - La Research Executive Agency della Commissione UE, l'agenzia "che gestisce i progetti di ricerca e innovazione dell'Unione Europea" non può rispondere "alla richiesta, mandata insieme a un collega di Algorithm Watch, di poter accedere ai documenti ufficiali prodotti dal progetto NESTOR" (p, 17; una forma di censura?). Appare quindi impossibile sapere come funziona veramente il sistema di sorveglianza di frontiera automatizzato per proteggere i confini terrestri e marittimi (p. 20).