La Biennale di Venezia rende omaggio a Franco Battiato
par Giovanni Greto
martedì 18 novembre 2025
Al Teatro alle Tese andrà in scena lo spettacolo Arcipelago Battiato. Omaggio a Franco Battiato (1945 – 2021)
Il ciclo dei progetti speciali dell’Archivio Storico della Biennale di Venezia – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee - intitolato Biennale della Parola, prosegue il 17 e 18 Novembre alle 21 al Teatro alle Tese con lo spettacolo Arcipelago Battiato.
Non ci lascia sorpresi questo progetto, poichè il cantautore siciliano gode dell’ammirazione e della stima del presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, suo conterraneo, il quale spesso nei suoi interventi introduttivi alle varie sezioni culturali della Biennale, ricorda Battiato elogiandolo e prendendo spunto, nel suo eloquio, da alcune frasi emblematiche del cantautore filosofo.
Nel comunicato stampa di presentazione, così scrive il Presidente Buttafuoco :
“È un incedere felice dell’amore, un’idea festosa e di pienezza, ecco cos’è la poetica di Franco Battiato. Egli è l’innamorato dell’Amato. L’Ombra della Luce è tra la più bella delle preghiere. C’è il senso dell’abbandono al Misericorde, ed è supplica ‘non abbandonarmi mai, non mi abbandonare mai’. È struggente ed è commovente perché radicata nel profondo affetto: ‘Dei più lievi aneliti del cuore. Sono solo l’ombra della luce’”.
Autore di culto, Franco Battiato ha impresso una svolta di stile e di pensiero nella musica italiana con l’ampiezza e la libertà delle sue sperimentazioni - dall’opera alla musica sacra, dal rock progressivo al pop - su cui si innestano suggestioni letterarie, mistico-filosofiche, artistiche, in un connubio unico tra ricerca e dimensione trascendente. Arcipelago Battiato racchiude così l’omaggio al compositore tra brani apripista come Pollution e Sequenze e frequenze, frutto della sua pionieristica sperimentazione elettronica con i primi sintetizzatori analogici, per abbracciare il respiro degli archi e di una ricca strumentazione acustica lungo le tante svolte della sua vita creativa.
In scaletta ci sono brani tratti da Come un cammello in una grondaia (1991), dalle forti influenze classiche ; L’ombrello e la macchina da cucire (1995), che avvia la collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro ; Fleurs (1999) per pianoforte e quartetto d’archi ; inediti di canzoni di altri autori, scelti per affinità elettive. E ancora, da Dieci stratagemmi (2004), Il vuoto (2007), Inneres Auge (2009), fino a Joe Patti’s Experimental Group (2014), che segna il ritorno all’elettronica delle origini.
Concepito come una narrazione in musica che si snoda attraverso isole-palcoscenico disseminate nello spazio cinquecentesco del Teatro alle Tese all’Arsenale, Arcipelago Battiato ripropone i materiali del musicista in una nuova forma, con trascrizioni, arrangiamenti e rielaborazioni dei compositori Leonardo Marino e Michele Tadini, che cura anche la tessitura elettronica e la proiezione del suono insieme a Thierry Coduys.
In scena: Malika Ayane, autrice e interprete dalla vocalità duttile, capace di spaziare attraverso i generi, accompagnata da Leonardo Marino al pianoforte e alle tastiere, Flavio Virzi alla chitarra, Simone Beneventi alle percussioni, Silvia Mandolini al violino, Elide Sulsenti al violoncello, e con il polistrumentista Diego Ronzio.
A firmare scene e regia sono Antonello Pocetti e Antonino Viola.
Scrive Michele Tadini: “In tutti i lavori di trascrizione, arrangiamento e ricomposizione si deve sempre avere ben chiara l’origine e il senso dei brani: come non tradirli, come rispettarli, come capirne l’essenza. Ma anche come riuscire a fare proprio il materiale, come svilupparlo, come permettersi di creare ancora. È stata una scrittura a scatti, per avanzamenti repentini; fiumi di note si sono riversati sulla partitura, alternandosi alla creazione elettronica che nasce dalle registrazioni della voce straordinaria di Malika Ayane.
Con Leonardo Marino c’è stata da subito una grande sintonia. La forma finale nasce da tutti i nostri incontri. Il lavoro sulla parte elettronica con Thierry Coduys ha poi contribuito a rimettere in gioco l’aspetto evocativo — fondamentale — legato alle storie musicali di Franco Battiato, artista che ha percorso più strade senza mai abbandonare la sperimentazione. Una sperimentazione, la sua, a cui questo Arcipelago Battiato vuole essere un sincero omaggio”.
Il progetto è stato possibile anche grazie alla collaborazione della casa editrice SZ Sugar nell’ottantesimo anniversario dalla nascita del cantautore.
Mi sarei aspettato anche la presenza di Alice, cantante assai legata allo scomparso.
Arcipelago Battiato è stato preceduto, nella sede di Ca’Giustinian, da una Lectio Magistralis del filosofo veneziano, nonché ex sindaco della città lagunare, Massimo Cacciari, dal titolo La morte dello jus belli, ispirata da due testi fondamentali : Zum ewigen Frieden (per la pace perpetua) di Immanuel Kant e Der Friede ( la pace. Una parola ai giovani d’Europa e ai giovani del mondo) di Ernst Junger.
Il percorso dei Progetti Speciali dell’Archivio Storico si concluderà per il 2025 nel segno della musica e della danza con Coro, il capolavoro composto da Luciano Berio tra il 1974 e il 1976, eseguito in prima italiana alla Biennale Teatro e Musica diretta da Luca Ronconi nel 1976.
Coro sarà presentato il 6 e 7 dicembre al Teatro La Fenice in una nuova veste scenica che vede le coreografie originali di Wayne McGregor, direttore della Biennale Danza.
Un omaggio che La Biennale di Venezia dedica al grande compositore nel centenario della nascita, in collaborazione con la Fondazione Teatro La Fenice e con il contributo del Ministero della Cultura.
Accanto alle quaranta voci del Coro della Cattedrale di Siena "Guido Chigi Saracini”, accoppiate per affinità di registro a quaranta elementi dell’Orchestra del Teatro La Fenice, ci saranno anche venti danzatori, dieci della Company Wayne McGregor e altrettanti scelti fra i migliori danzatori di Biennale College degli ultimi cinque anni.