L’italia e la giustizia fai da te

par Massimo Icolaro
lunedì 31 agosto 2026

L'Italia si è trasformata in una vera e propria zona franca per la microcriminalità. L'idea che un borseggiatore, uno scippatore o un ladro d'appartamento rischi concretamente la prigione è ormai pura fantascienza.

Il recente fatto di cronaca — la rapina di una catenina d'oro finita con un inseguimento e lo speronamento dei rapinatori in fuga — non è un episodio isolato, ma la spia di un corto circuito sociale definitivo: quando le istituzioni arretrano, il vuoto viene inesorabilmente riempito dalla rabbia.

La fabbrica dell'impunità: come si smantella la certezza della pena

Il punto di svolta normativo di questo disastro risale alla stagione dei decreti "Svuotacarceri" e alla Legge 67 del 2014, avviata sotto l'esecutivo Letta e concretizzata negli anni successivi. Sotto la pressione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per il sovraffollamento penitenziario, la politica scelse la via più breve e indolore per i propri bilanci: depenalizzare, innalzare le soglie per la custodia cautelare e introdurre la "non punibilità per particolare tenuità del fatto" (art. 131-bis c.p.).

A sigillare il capolavoro burocratico ci ha pensato la Riforma Cartabia, rendendo procedibili solo a querela di parte reati come il furto con destrezza. La trappola si è così chiusa: se una turista straniera viene borseggiata in metropolitana e riparte il mattino seguente senza depositare formale querela, il delinquente colto sul fatto torna a cacciare cinque minuti dopo. I giudici si limitano ad applicare leggi scritte da un Parlamento che ha prioritizzato la deflazione processuale rispetto alla tutela dei cittadini, mentre le forze dell'ordine si ritrovano a fare il lavoro di Sisifo: fermare, identificare e veder ripassare gli stessi volti il giorno dopo negli stessi nodi ferroviari. Un massacro di risorse pubbliche.

Dalla rassegnazione alla giustizia fai-da-te

In questo teatro di predazione sistematica, dove il reato minore è diventato un'attività d'impresa a rischio zero e alto rendimento, la percezione dell'italiano medio e del visitatore occasionale è quella di essere letteralmente presi in ostaggio.

Un Paese in cui la sicurezza pubblica si riduce a una roulette russa ha smarrito la funzione primaria del patto sociale. Senza la certezza della risposta sanzionatoria, la convivenza civile si sgretola, lasciando spazio unicamente alla legge del più forte.


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