Israele: attentato in un rave party
par Attilio Runello
lunedì 9 ottobre 2023
Riproponiamo un comunicato Ansa che dopo ore di notizie confuse spiega quanto è avvenuto al rave party organizzato da giovani israeliani. Dopo un attacco condotto con il lancio di circa cinquecento missili su Israele che ha provocato morti e feriti c'è stato un attentato contro una festa dove erano presenti tremila giovani e i miliziani sono riusciti a superare i controlli e a piombare sul campo. Il risultato al momento sembra essere quello di duecentosessanta morti e un centinaio di persone prese in ostaggio e portate nella striscia di Gaza. Molti hanno doppia cittadinanza e ci sono anche cittadini tedeschi e americani.
"E'da poco spuntata l'alba, la musica elettronica martella il deserto e centinaia di ragazze e ragazzi ballano scatenati, felici e ignari del terribile destino che li attende: la morte, per almeno 260 di loro. Chi sta facendo l'ennesimo video in una notte di festa, al rave party per celebrare la Natura nella festa ebraica del Sukkot, punta l'obiettivo verso l'orizzonte. Minacciosi si stagliano in cielo i parapendii guidati dai miliziani di Hamas armati fino ai denti. Passano pochi minuti, alle 6 e mezzo del mattino si scatena l'inferno: prima le sirene antiaeree, poi le esplosioni dei razzi. Sulla spianata della festa arrivano decine di uomini armati, a bordo delle moto, dei furgoni dei blindati. C'è chi afferma di aver visto almeno 50 miliziani. Nessuno fa in tempo a capire, sembra una tragica riedizione del Bataclan. Partono colpi a raffica ovunque, si scatena la fuga di massa verso le auto, ma i terroristi non lasciano scampo a nessuno e sparano "contro chiunque", senza pietà. E' il massacro del Nova Music Festival, il Tribe of Nova, evento di musica elettronica del genere trance. Mega festa con tre palchi e decine di dj in cartellone, uno spazio camping, uno per la ristorazione in mezzo al deserto del Neghev, a due passi dal confine con la Striscia preso di mira da Hamas. "Ho visto almeno 200 cadaveri sul posto", racconta un paramedico israeliano, Yaniv, miracolosamente sopravvissuto alla strage. "E' stato un massacro, non ho mai visto nulla di simile in vita mia."(Ansa) Sappiamo che Israele lo ha considerato un atto di guerra. Ha richiamato i riservisti, ha bombardato un centro di comando di Hamas e anche fra i palestinesi non si contano i morti e i feriti. Dei cannoneggiamenti contro Israele arrivano anche da Hezbollah, presumiamo dal confine con il Libano, presidiato dai nostri militari. Data comunque la grande differenza delle forze in campo è difficile immaginare che questa operazione possa migliorare la situazione della striscia di Gaza. È evidente che i palestinesi da settantacinque anni si sono visti sottrarre parte del loro territorio. Tre guerre non sono state sufficienti per scalzare Israele che gode di appoggi internazionali e di un esercito molto efficiente. I palestinesi non sono ne' i primi né gli ultimi a ritrovarsi in uno stato in parte occupato I curdi uno stato non lo hanno nemmeno. Gli armeni stanno perdendo parte del loro territorio. Lo stesso sta avvenendo agli ucraini. È avvenuto una decina di anni fa alla Georgia. A che cosa mira questa operazione militare? Probabilmente a spingere gli altri paesi arabi a non proseguire con gli accordi di Abramo e non ristabilire rapporti diplomatici con Israele. È un peccato perché negli ultimi mesi sono stati trovati importanti giacimenti di gas al largo della striscia di Gaza e erano stati stipulati accordi per lo sfruttamento. Si poteva dare alla striscia royalty e la possibilità di avere energia elettrica in modo stabile. La striscia poi ha alcune decine di chilometri di costa che in un contesto di pace potrebbero trasformarsi in un resort turistico. Gli accordi probabilmente sono stati sottoscritti dall'autorità palestinese di Abu Mazen, non da Hamas.