Israele. Tragica fine per il giudice anticorruzione Beni Sagi, stava indagando sul caso "Submarine Affair"

par Annalisa Martinelli
lunedì 12 gennaio 2026

I paramedici intervenuti sul luogo dell'incidente, hanno trovato una scena definita "scioccante". Traumi multipli per il giudice e nessun segno vitale.

Il giudice Beni Sagi, presidente del Tribunale distrettuale di Beersheba in Israele, è morto il 4 gennaio 2026 a causa di un incidente stradale. Sagi stava viaggiando sulla sua motocicletta, lungo la Route 6, nelle vicinanze del Kibbutz Kfar Menachem e sembrerebbe che un veicolo fuori strada sia entrato improvvisamente in carreggiata, investendolo violentemente. É deceduto sul posto. La famiglia ha ipotizzato l'ipotesi di un attentato e la polizia israeliana ha aperto un'indagine per chiarire l'esatta dinamica dell'incidente.

La morte del giudice Sagi ha destato l'attenzione internazionale, perché si stava occupando del Caso 3000, "Submarine Affair" (Affare dei Sottomarini), un grande scandalo di corruzione che sfiora i più alti livelli del potere israeliano. Sotto i riflettori dell'investigazione, l'acquisto miliardario di tre sottomarini d'attacco di classe Dolphin, e quattro navi corazzate Sa'ar 6, destinate alla protezione di piattaforme di gas offshore, dalla società tedesca ThyssenKrupp. L'inchiesta ipotizza un vasto quadro di mazzette pagate a funzionari della sicurezza e stretti collaboratori di Benjamin Netanyahu, per influenzare le decisioni di acquisto, nonostante i pareri contrari di parte dei vertici militari.

Persone coinvolte nell'indagine: Miki Ganor, ex rappresentante della ThyssenKrupp in Israele, sospettato di aver pagato tangenti per milioni di euro; David Sharan, ex capo di gabinetto, accusato di corruzione; David Shimron, avvocato personale e cugino di Netanyahu, indagato per il sospetto di aver usato la sua influenza per favorire l'accordo (le accuse penali contro di lui sono state ritirate nel 2021, anche se la Commissione d'inchiesta ha continuato ad esaminare il suo ruolo); Eliezier Marom, ex comandante della Marina israeliana (le accuse penali sono state archiviate nel 2021); Tzachi Lieber, consulente mediatico e collaboratore di Sharan, accusato di riciclaggio di denaro per conto dello stesso Sharan.

Il giudice Sagi non stava quindi indagando direttamente sul premier israeliano, presiedeva un caso giudiziario separato ma collegato.

Per questo ramo d'inchiesta, e proprio su Tzachi Lieber, la sentenza era imminente: Sagi avrebbe dovuto emettere il verdetto il 26 febbraio 2026. La sua scomparsa prematura causerà un blocco procedurale, ci vorrà del tempo, che potrebbe significare anche anni, prima che un nuovo giudice esamini tutti i documenti.

Benjamin Netanyahu non è stato incriminato, né indagato come sospettato in questo caso, nessuna accusa penale nei suoi confronti. La polizia e la procura hanno stabilito che non ci sono prove sufficienti di un suo coinvolgimento diretto nel giro di tangenti. Finora è stato interrogato per il Caso 3000 come testimone, persona informata sui fatti. Sebbene non sia imputato, una Commissione d'inchiesta statale ha sancito una sua grave responsabilità politica e gestionale. La Commissione ha concluso nel giugno 2024 che le decisioni di Netanyahu nell'affare sottomarini hanno compromesso la sicurezza nazionale e danneggiato le relazioni estere di Israele, ed ha inviato una lettera di avvertimento formale.

Le conclusioni principali, indicano che Netanyahu abbia agito in modo da colpire i legami internazionali e gli interessi economici del Paese; ha preso decisioni autonomamente escludendo i vertici competenti della difesa, fornendo loro informazioni errate o parziali; ha operato al di fuori delle procedure ufficiali, rendendo impossibile una corretta supervisione sui processi decisionali riguardo forniture militari miliardarie. Uno dei punti più gravi inoltre, riguarda il via libera segreto dato da Netanyahu alla Germania, per la vendita di sottomarini avanzati all'Egitto.

Il premier israeliano Netanyahu è attualmente sotto processo per accuse distinte di frode, corruzione e abuso di fiducia, i casi 1000, 2000 e 4000, presso il Tribunale distrettuale di Gerusalemme, non seguiti da Sagi ma da un collegio di tre giudici: Rivka Friedman-Feldman, Moshe Bar-Am e Oded Shaham.

Il processo per corruzione contro il premier è ufficialmente iniziato il 24 maggio 2020. Il 30 novembre 2025 Netanyahu ha chiesto formalmente la grazia al Presidente Isaac Herzog. Tuttavia il processo è ancora in corso.


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