Israele | Smotrich ministro del razzismo sistematico che preferisce demonizzare i cittadini arabi invece di riconoscere il valore di ogni vita umana

par Medioriente.net
martedì 12 maggio 2026

Le dichiarazioni del ministro delle finanze Bezalel Smotrich secondo cui formare un governo con Mansour Abbas sarebbe più grave del massacro del sette ottobre rappresentano un salto di qualità nel discorso politico israeliano. In una sola frase il ministro della ultradestra sposta il centro di gravità morale dalla violenza di massa alla pura logica amico nemico, suggerendo che il vero crimine non è l’uccisione di migliaia di persone ma la possibilità di condividere il potere con un partito arabo legittimato dalle urne.

 Smotrich insiste che la cooperazione con il leader della Lista araba unita sarebbe peggiore dell’attacco di Hamas perché frutto di una scelta consapevole, definendo il movimento islamico nemico interno dello stato e riducendo il governo di cambiamento del duemila ventuno a un tradimento deliberato. Anche quando cerca di precisare che il paragone riguarda solo la gravità politica, la gerarchia simbolica che mette una coalizione mista sopra un massacro in termini di scandalo resta intatta e contribuisce a normalizzare un linguaggio che erode la centralità del lutto e della responsabilità verso le vittime.

La risposta di Mansour Abbas e la contesa sul significato di ottobre

La reazione di Mansour Abbas è immediata e frontale. Il leader della Lista araba unita definisce le parole di Smotrich miserabili e immorali, accusandolo di mancare di rispetto alle duemila cento persone uccise e alle loro famiglie, e ribaltando a sua volta la gerarchia morale proposta dal ministro. Per Abbas il governo di cambiamento guidato da Naftali Bennett che includeva per la prima volta un partito arabo nella maggioranza è mille volte preferibile al governo attuale che egli definisce governo del disastro del sette ottobre. La sua replica sottolinea come l’ingresso di un partito arabo nella coalizione fosse stato interpretato da molti come un esperimento di cittadinanza condivisa dentro lo stato ebraico, e non come un atto di resa ai nemici. Abbas afferma che per Smotrich le vite umane non hanno valore, esattamente come per altri fanatici estremisti nel mondo, e promette che questo ordine simbolico verrà cambiato, rivendicando la propria posizione di rappresentante democraticamente eletto che tenta di lavorare dentro le istituzioni invece di demonizzarle dall esterno.

Una finestra sulla crisi della democrazia israeliana

Lo scontro tra Smotrich e Abbas illumina una frattura più profonda nel sistema politico israeliano che riguarda il posto dei cittadini palestinesi e dei loro rappresentanti nella democrazia del paese. Presentare la semplice possibilità di una coalizione con un partito arabo come peggiore di un massacro significa di fatto delegittimare qualsiasi forma di condivisione del potere che oltrepassi la linea etnica, e apre la strada a un nazionalismo che non riconosce pienamente la cittadinanza di venti per cento della popolazione. In questo quadro la memoria del sette ottobre viene piegata a strumento di lotta politica interna, usata tanto per accusare l’opposizione di tradimento quanto per giustificare l agenda di un governo che promette di correggere trent anni di presunti errori a partire dagli accordi di Oslo. La frase di Smotrich non è una provocazione isolata, ma l’ultimo tassello di una lunga serie di dichiarazioni che disegnano un orizzonte in cui pluralismo, rappresentanza araba e condivisione del potere appaiono come minacce più gravi della violenza stessa, con implicazioni di lungo periodo per lo stato di diritto e per qualsiasi prospettiva di soluzione politica del conflitto


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