Isole Figi, la morte più che sospetta di un uomo in una base militare

par Riccardo Noury - Amnesty International
martedì 12 maggio 2026

È passata quasi una settimana e l’esercito delle isole Figi non ha ancora fatto chiarezza sulla morte di Jone Vakarisi, avvenuta il 17 aprile all’interno della base militare “Regina Elisabetta”.

L’uomo era stato arrestato il giorno prima insieme ad altre tre persone, due delle quali poi rimesse in libertà, per presunti reati di droga e appartenenza a una rete criminale.

Inizialmente un portavoce dell’esercito ha dichiarato che l’uomo aveva complicazioni mediche pregresse e che si sarebbe presentato spontaneamente alla base militare, per poi morirvi “a causa di un’emergenza”.

Ma l’autopsia effettuata sul cadavere ha raccontato altro: asfissia, ingerimento di succhi gastrici, gravi traumi al capo e al petto. L’ex moglie di Vakarisi, Kuini Osbourne, ha riferito che il suo volto era gonfio e pieno di ferite.

Giocoforza, il 20 aprile le forze armate hanno dovuto smentire la loro prima dichiarazione. Hanno però ammonito a non discutere pubblicamente della vicenda, per asseriti motivi di “sicurezza nazionale”.

Da tempo Amnesty International denuncia la pervasività della cultura dell’impunità all’interno delle forze armate delle isole Figi, cui sono anche affidati – contrariamente a quanto prevedono gli standard internazionali sui diritti umani – compiti di mantenimento dell’ordine pubblico.

(La foto è di Mai TV)


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