Iran, il nastro trasportatore della morte gira a tutta velocità

par Riccardo Noury - Amnesty International
lunedì 13 aprile 2026

Aggiornamento: Amihossein Hatami è stato messo a morte la mattina del 2 aprile.

Babak Alipour, Pouya Ghobadi, Akbar (Shahrokh) Daneshvarkar e Mohammad Taghavi Sangdehi sono gli ultimi prigionieri politici e dissidenti messi a morte in Iran alla fine di marzo.

Vahid Bani Amerian, Abolhassan Montazer, Mohammad Amin Biglari, Ali Fahim, Abolfazl Salehi Siavashani, Amirhossein Hatami e Vahedparast Kolo rischiano di essere i prossimi.

Non importa che il paese sia sotto le bombe israeliane e statunitensi. Il nastro trasportatore della morte, simbolo della repressione, si muove a tutta velocità inghiottendo persone come fossero bagagli destinati a un imbarco letale.

Mohammad Amin Biglari, Ali Fahim, Abolfazl Salehi Siavashani, Amirhossein Hatami e Vahedparast Kolo (nella foto dell’ong Hrana) sono stati arrestati durante le proteste di gennaio e subito condannati a morte per il reato di moharebeh (inimicizia contro Dio) per avere, secondo l’accusa, incendiato una base dei paramilitari basij nella capitale Teheran.

Vahid Bani Amerian e Abolhassan Montazer sono stati condannati a morte nell’ottobre 2024 per il reato di baghi (ribellione armata). Hanno sempre negato di aver agito con le armi contro lo stato.

I sette prigionieri sono stati trasferiti dalle rispettive prigioni verso luoghi sconosciuti, segnale terrificante che la loro impiccagione possa essere imminente.

I quattro prigionieri già impiccati e i sette a rischio di esserlo avevano denunciato di essere stati torturati in carcere. I loro processi sono durati poche ore.

A marzo erano stati già messi a morte Saleh Mohammadi, Mehdi Ghasemi e Saeed Davoudi, che avevano preso parte alle proteste di gennaio, e Kouroush Keyvani, quest’ultimo con passaporto svedese e per l’accusa di spionaggio.

 


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