In Russia le scuole sono diventate fabbriche di obbedienza
par Riccardo Noury - Amnesty International
venerdì 3 luglio 2026
La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia stabilisce che l’istruzione deve avere come fine “lo sviluppo del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali” e la preparazione delle alunne e degli alunni a vivere responsabilmente in una società libera, nello spirito “della comprensione, della pace, della tolleranza, dell’uguaglianza dei sessi e dell’amicizia tra tutti i popoli”.
Secondo le autorità russe, invece, l’istruzione ha come obiettivo l’indottrinamento ideologico e la giustificazione della guerra di aggressione contro l’Ucraina.
In un rapporto diffuso ieri, Amnesty International afferma che, da luoghi di conoscenza e di elaborazione di un pensiero critico, il Cremlino ha trasformato le scuole in fabbriche di obbedienza. È lo stato russo a stabilire cosa le alunne e gli alunni devono imparare sul paese, sugli stati vicini e sul resto del mondo.
Dal 2023 il ministero dell’Istruzione ha introdotto un unico e obbligatorio pacchetto di libri di testo e di materiali per l’insegnamento che descrivono la Russia come una “fortezza assediata”, negano o minimizzano l’identità e la sovranità statale dell’Ucraina e presentano tutti gli interventi militari sovietici e russi come necessari o legittimi. L’aggressione tuttora in corso contro l’Ucraina è descritta come una necessità storica e una questione di sopravvivenza nazionale e ogni opinione alternativa è delegittimata come ostile o distruttiva.
Le autorità russe hanno anche introdotto le cosiddette misure di profilatka che prevedono non solo la diffusione della propaganda ma anche il monitoraggio segreto delle alunne e degli alunni, a scuola e fuori, anche online. Queste linee guida, ufficialmente adottate per prevenire “estremismo”, “terrorismo” e “ideologie distruttive”, incentivano la sorveglianza delle opinioni personali, politiche e religiose delle alunne e degli alunni.
Le scuole sono così incoraggiate a identificare alunne, alunni e personale le cui opinioni, attività online e frequentazioni esprimono slealtà o rischiano di essere influenzate in modo “distruttivo”: un’espressione talmente ampia da comprendere le attività dell’opposizione politica e dei gruppi della società civile.
Tra questi, ad esempio, c’è la Fondazione anticorruzione di Aleksei Navalny, morto in custodia dello stato nel febbraio 2024, il movimento giovanile di protesta Vesna e il cosiddetto e inesistente “movimento internazionale lgbt”, una definizione inventata per colpire l’attivismo lgbqia+. Questi gruppi sono criminalizzati unicamente a causa delle loro attività in favore dei diritti umani.
Persino forme di dissenso non ufficialmente vietate, come discutere dell’impatto della guerra contro l’Ucraina sugli standard di vita, possono essere considerate una bandiera rossa che induce a definire le alunne e gli alunni “a rischio”: opinioni sulla guerra, sui “valori tradizionali” e sulle politiche statali vengono registrate e segnalate alla direzione scolastica, alla polizia o ai servizi di sicurezza.