Il vamping e i rischi per le nostre ragazze e i nostri ragazzi
par Pressenza - International Press Agency
venerdì 31 luglio 2026
Il vamping è l’abitudine di restare svegli fino a tarda notte per usare smartphone, tablet o computer: navigare sui social, chattare, guardare video o serie TV, giocare online.
(Foto di Associazione Meter)
Il termine richiama la figura dei vampiri perché descrive una routine sempre più comune tra ragazze e ragazzi: rimanere attivi nelle ore notturne, quando il resto della casa dorme.
Come si sottolinea in un recente approfondimento di Terre des hommes, non si tratta solo dell’abitudine di “andare a letto tardi”, ma di un comportamento che può interferire con il sonno, la concentrazione, l’umore e il benessere quotidiano. Il fenomeno del vamping riguarda soprattutto gli adolescenti perché, in questa fase della crescita, il bisogno di relazione, appartenenza e confronto con i coetanei è molto forte.
Per molte ragazze e molti ragazzi, la vita online è uno spazio importante in cui mantenere contatti, condividere esperienze, sentirsi parte di un gruppo e non perdere ciò che accade. Chat, social network, video e giochi online diventano così luoghi di socialità, anche nelle ore in cui si dovrebbe dormire. Per questo è importante affrontare il tema senza demonizzare la tecnologia, ma aiutando ragazze e ragazzi a riconoscere quando l’uso del digitale rischia di compromettere il riposo e l’equilibrio quotidiano.
Secondo un’indagine dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza il 62% degli adolescenti rimane sveglio fino a tarda notte per chattare, parlare o giocare con amici e partner, guardare video o serie TV in streaming. Il 15% degli adolescenti, inoltre, si sveglia anche dopo essersi addormentato per controllare notifiche e aggiornamenti sui social network. Questi dati mostrano quanto il vamping sia legato non solo all’uso della tecnologia, ma anche al rapporto tra sonno, relazioni, socialità online e bisogno di connessione.
Il sonno è fondamentale per la crescita, la memoria, la concentrazione, la regolazione delle emozioni e il benessere psicofisico. Quando l’uso di smartphone e social network durante la notte diventa frequente, il riposo può ridursi o frammentarsi. Tra i possibili effetti del vamping ci sono: difficoltà ad addormentarsi; riduzione delle ore di sonno; risvegli notturni per controllare il telefono; stanchezza al mattino; irritabilità e nervosismo; difficoltà di attenzione e concentrazione; calo del rendimento scolastico; maggiore fatica nella gestione delle emozioni. Dormire poco o male può incidere sull’intera giornata: scuola, relazioni familiari, amicizie, attività sportive e momenti di svago possono risentire di una stanchezza accumulata notte dopo notte.
Il vamping può diventare un segnale da non sottovalutare quando l’uso notturno dei dispositivi è abituale, difficile da interrompere e produce effetti visibili nella vita quotidiana. Come sottolinea Terre des hommes, “è importante prestare attenzione se un ragazzo o una ragazza: dorme poche ore quasi ogni notte; appare spesso stanco o irritabile; fatica a concentrarsi; ha un calo improvviso nel rendimento scolastico; si isola o rinuncia ad attività offline; non riesce a staccarsi dal telefono anche quando vorrebbe. In questi casi, può essere utile confrontarsi con figure educative, scolastiche o professionisti competenti, soprattutto se il comportamento è associato a malessere, ansia, isolamento o difficoltà relazionali”.
Insomma, il vamping racconta una sfida educativa più ampia: aiutare bambine, bambini e adolescenti a vivere la tecnologia in modo equilibrato, sicuro e consapevole. Il digitale può essere uno spazio di relazione e crescita, ma non deve togliere spazio al sonno, alla salute, allo studio, alle amicizie e alla vita offline. Accompagnare ragazze e ragazzi significa riconoscere l’importanza del loro mondo online, senza perdere di vista ciò di cui hanno bisogno per stare bene. Costruire un equilibrio sano tra connessione e riposo è una responsabilità condivisa: famiglie, scuola, comunità educante e istituzioni possono contribuire a creare contesti in cui adolescenti e tecnologia possano convivere in modo più consapevole.
Come per le altre dipendenze da internet, i professionisti dell’Associazione Di.Te. (https://www.dipendenze.com/) utilizzano il Protocollo Multidimensionale di Trattamento delle dipendenze da internet messo a punto da Giuseppe Lavenia. Il Protocollo Multidimensionale prevede una prima fase di analisi del sintomo e di valutazione dell’attaccamento e della gravità di abuso dello smartphone. Viene successivamente attivato un percorso terapeutico che coinvolge non solo l’individuo ma l’intero nucleo familiare e che è orientato al riconoscimento degli elementi che hanno determinato la comparsa della problematica e la sua permanenza nel tempo. Durante il percorso terapeutico vengono indagate le motivazioni che spingono il paziente a trovare rifugio nel mondo del web anche nelle ore notturne, nonché le importanti implicazioni che la navigazione notturna ha sul funzionamento quotidiano della persona (stanchezza, problemi relazionali e scarso rendimento scolastico o lavorativo).
Qui per approfondire: https://www.dipendenze.com/di-cosa-ci-occupiamo/dipendenze-tecnologiche.