Il tribunale archivia la querela contro Petyx e Antonio Ricci

par zoettuccia
martedì 28 aprile 2009

Striscia batte Pedicone 1 a 0. Il tribunale archivia definitivamente la querela mossa dall’ex comandante dei vigili urbani di Palermo nei confronti di Stefania Petyx e Antonio Ricci. 

Si conclude con un’archiviazione la querela che oltre un anno fa l’ex comandante della polizia municipale di Palermo, Maurizio Pedicone, aveva sporto nei confronti di Stefania Petyx, inviata siciliana di Striscia la notizia, e di Antonio Ricci, "padre" della trasmissione.

Il giudice del Tribunale di Palermo, Antonella Consiglio, ha infatti ritenuto infondata la notizia di reato e ha riconosciuto la veridicità delle informazioni diffuse dal servizio dell’inviata "in giallo" entro "i limiti di obiettività e continenza".

Nel servizio del 6 novembre del 2006 Stefania Petyx portava a conoscenza dell’opinione pubblica il fatto che le mascherine protettive per i vigili urbani del Comune di Palermo, costate 240 mila euro, non erano servite a proteggere i vigili dall’inalazione delle polveri sottili ma avevano avuto il solo scopo, come scritto nella confezione, "di proteggere dagli odori sgradevoli".

Dunque secondo il giudice che ha deciso di archiviare la querela, il servizio ha fatto emergere "profili di interesse pubblico all’informazione tali da prevalere sulla posizione soggettiva del singolo".



Non solo ma ha sottolineato anche l’"evidente interesse pubblico alla conoscenza della vicenda" considerato che la cifra spesa per queste mascherine ha pesato sull’erario pubblico. Nel decreto di archiviazione inoltre si sottolinea come più volte l’ex comandante non abbia mai voluto incontrare l’inviata siciliana per chiarire la sua posizione e, elemento fondamentale secondo il giudice, è stato il fine per il quale sia stata divulgata la notizia: la formazione della pubblica opinione.

Seguita dagli avvocati palermitani Laura Aiello e Giovanni Di Benedetto, Stefania Petyx si ritiene soddisfatta della conclusione di questa vicenda e ha così dichiarato "Che dire? Si commenta da sola, non trovate?".

Con questo atto definitivo, il 7 aprile scorso si è dunque chiusa questa vicenda, sigillata anche dall’inderogabile principio costituzionale della libertà di pensiero.


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