Il ricorso alla Corte Suprema israeliana contro la legge sulla pena di morte

par Pressenza - International Press Agency
mercoledì 1 aprile 2026

Il Comitato pubblico contro la tortura in Israele (PCATI), il Centro HaMoked per la difesa dell’individuo, Medici per i diritti umani in Israele (PHRI) e Gisha insieme ai deputati Aida Touma-Sliman, Ayman Odeh e Ahmed Tibi, con Adalah – Centro legale per i diritti delle minoranze arabe in Israele hanno presentato alla Corte Suprema israeliana la petizione con cui chiedono che la “Legge sulla pena di morte per i terroristi del 2026” venga dichiarata nulla e invalida.

 

Israel Supreme Court (Foto di Wikipedia - CC BY 2.0)

Ieri, 30 marzo 2026, con 62 voti a favore e 48 contrari la Knesset Plenum aveva deliberato il provvedimento che sancisce la pena di morte per impiccagione e si applica principalmente ai palestinesi, sia cittadini israeliani che residenti della Cisgiordania occupata, inclusa Gerusalemme Est.

Oggi, 31 marzo 2026, la Corte Suprema israeliana ha stabilito che entro il 24 maggio 2026 lo Stato deve rispondere alla petizione e alla richiesta di ingiunzione provvisoria.

Con il ricorso, redatto e presentato da Suhad Bishara, direttore, e dall’avvocata Muna Haddad, referenti di Adalah, i firmatari sostengono che la legge rappresenti una completa negazione del diritto alla vita e imponga una punizione crudele e disumana. In specifico:

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